Il Tirreno

Lucca

Panino day, per due giorni si boicotta la mensa

Uno sciopero del panino
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Uno sciopero del panino

Il coordinamento propone la protesta e organizza un convegno alla Pia Casa

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 LUCCA. Per domani e dopodomani il coordinamento "Scuola pubblica bene comune" indice due giornate di "panino day": tutti i genitori mobilitati manderanno a scuola i propri figli muniti di panino per non farli mangiare alle mense come forma di protesta, per cercare di costringere il Comune a un confronto pubblico e a un preciso impegno a rivedere sia i criteri di calcolo del contributo per la mensa richiesto ai genitori, sia l'entità dell'aumento del costo del buono pasto.  L'iniziativa fotocopia, in pratica, di quella messa in atto la scorsa settimana alla elementare di Santa Maria del Giudice: l'adesione di genitori (e bambini) è stata quasi totale.  Per il 17 e 18 dicembre invece, nei locali della Pia Casa, il coordinamento organizza una mostra convegno, con lo scopo di portare alla luce gli aspetti più negativi delle politiche nazionali di taglio alla scuola pubblica e di disimpegno da parte degli enti locali.  In particolare il coordinamento insisterà sul «peso dei tagli al sostegno per l'integrazione dei diversabili». Emerge infatti dall'indagine del coordinamento che a rimettere di più sono i ragazzi con più gravi difficoltà d'inserimento.  Insisterà anche sulla «situazione insostenibile delle scuole materne di Tempagnano e Picciorana, dove, negli stessi locali, devono convivere oltre 130 bambini piccoli senza che il Comune si degni di far sapere cosa è stato del progetto di realizzazione, almeno temporanea, di altri locali nella zona vicina alla scuola primaria di San Vito».  Al convegno organizzato dal coordinamento ci sarà spazio anche per «proposte positive per la valorizzazione della scuola pubblica bene comune come nel caso del progetto "Scuola ti voglio bene comune" o della festa per la scuola pubblica durante la quale le scuole della Lucchesia metteranno in evidenza quanto di positivo ancora riescono a realizzare con il contributo di insegnanti, genitori e studenti».  Durante l'iniziativa sarà rilanciata anche la campagna di "non collaborazione" alla riforma a cui molte scuole della provincia hanno aderito.

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