Il Tirreno

Lucca

Fabbri batte i franchi tiratori

Marco Innocenti   Alessandro Petrini
Teresa Leone e Franco Fabbri
◗
Teresa Leone e Franco Fabbri

Con 24 voti è stato eletto presidente del consiglio

3 MINUTI DI LETTURA





 LUCCA. Alla fine Franco Fabbri ce l'ha fatta: con 24 voti a favore è stato eletto presidente del consiglio comunale. Stavolta i voti del suo partito (Pdl) e quelli degli alleati del centrodestra (Forza Lucca e Udc) non sono mancati. Dodici voti sono andati al candidato del centrosinistra Teresa Leone e 4 a Luca Lucchesi del gruppo misto. Per arrivare al voto è stato necessario trovare un compromesso sulle modalità che garantissero la segretezza.  Nonostante lo scontro su come dovesse essere la scheda da riempire nel segreto dell'urna (come diciamo sotto), si era capito che dopo le bocciature delle due precedenti sedute Fabbri stavolta avrebbe trovato i numeri. Il chiaro invito a sostenere Favilla e la sua giunta rivolto dal ministro Altero Matteoli al centrodestra in occasione della cena organizzata per lui da Per Lucca ha avuto effetto sui franchi tiratori che, impallinando Fabbri, miravano a creare un clima insostenibile nella maggioranza per arrivare a nuove elezioni in primavera. Le assicurazioni del gruppo di Forza Lucca che il voto per il candidato del Pdl sarebbe stato compatto sono state suffragate dal risultato, che ha confermato anche il sostegno dell'Udc.  Prima di entrare nella cabina, tutti i capigruppo della maggioranza avevano fatto dichiarazioni di voto a sostegno della candidatura Fabbri. Mauro Giusti (Governare Lucca), nominato scrutatore insieme a Giorgio Mura (centro) e Gabriele Torri (Pdl), da parte sua ha ribadito che avrebbe fatto rigorosamente rispettare le modalità di voto, annullando le schede non in regola.  Andrea Tagliasacchi (Pd) ha messo poi in evidenza che, anche nel caso di una ormai scontata elezione di Fabbri, «i problemi nel centrodestra non sono risolti. Lo scollamento è totale e si è visto anche stasera».  Secondo il centrosinistra, le vere divergenze - e anche i contrasti personali - all'interno della maggioranza non tarderanno a esplodere di nuovo al momento del voto di pratiche importanti, a partire da quelle sull'urbanistica e sulla scuola.  Il neo presidente subito dopo la lettura dei risultati ha preso la parola:  «Ho coscienza che in questo momento assumo il ruolo di rappresentante dell'intero consiglio comunale, per coordinare le attività e garantire il rispetto e le prerogative di tutti consiglieri. Con questo voto - ha detto Fabbri - abbiamo sollevato il consiglio da una situazione di disagio che ha coinvolto tutta la città, peraltro disponibile a capire il confronto e anche lo scontro sulle scelte da prendere. In un certo senso certi atteggiamenti andavano a colpire autorevolezza e rappresentatività di questo consiglio».  Ma il voto di ieri ha posto fine ad una situazione che stava creando insostenibile imbarazzo.  Tanto che un consigliere di maggioranza commentava all'inizio della seduta:  «Se i cittadini venissero qui e ci picchiasero tutti, me compreso, avrebbero ragione. Non si possono perdere settimane e mesi in questo modo».  Ora si guarda al cammino di una maggioranza che, almeno sull'elezione del presidente del consiglio, è riuscita faticosamente a ricompattarsi.  Intanto Fabbri si concentra sul suo lavoro «di indirizzo e di controllo, da svolgere con risorse adeguate. Ora rafforzeremo il rapporto con sindaco, giunta, commissioni, uffici, tecnici, segretario e dirigenti. Non chiedo eccessi di zelo, ma l'applicazione dei regolamenti. Il consiglio comunale dovrà indirizzare l'attività verso l'attuazione del programma, nel reciproco rispetto tra maggioranza e minoranza».  Seconda pratica all'ordine del giorno era l'adeguamento di bilancio, votata direttamente dalla maggioranza rimasta in consiglio, mentre i membri dell'opposizione se ne andavano.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Il dolore

San Giuliano Terme, è morto Tiziano Taccola: storico dirigente socialista

di Redazione Pisa