Il Tirreno

Lucca

Civitali, dopo 50 anni l'addio

Barbara Antoni
Alunni del Civitali all’ora dell’uscita da scuola
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Alunni del Civitali all’ora dell’uscita da scuola

Un istituto vittima dei tagli: ha 465 iscritti invece dei 500 necessari

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 LUCCA. Cinquanta anni esatti (compiuti giusto in questo anno scolastico) e una fama di tutto rispetto. Ma a giugno 2011 il professionale Civitali chiuderà: vittima dei tagli del governo, sarà smembrato. I due indirizzi che ospita verranno accorpati ad altri istituti.  Quello su moda e abbigliamento verrà accorpato al Giorgi, mentre il ramo servizi socio sanitari sarà abbinato all'Isi Paladini Machiavelli.  La città perde una scuola, preziosa anche perché negli anni aveva sviluppato diverse specificità. Una soprattutto: il numero importante di alunni diversamente abili, «per la cui integrazione e inserimento è richiesto un concerto di azioni fra la scuola e la famiglia», dice il dirigente scolastico (da quattro anni) Andrea Menchetti. Gli studenti diversamente abili (soprattutto nell'indirizzo sociale) sono 44, seguiti in particolare da 22 insegnanti di sostegno (su un corpo docente complessivo di 73 unità). Altre specificità, il fatto di rappresentare, in quanto professionale, un tampone alla dispersione scolastica. E anche un tipo di scuola scelto da tanti ragazzi stranieri (al momento ce ne sono 70, che al Civitali possono seguire corsi di alfabetizzazione linguistica).  Alla fine, il problema sono stati i numeri, come spiega con non poca amarezza il prof Menchetti. In tutto (compresi i corsi serali) 465 iscritti nell'anno scolastico 2010-2011, con il risultato positivo rispetto all'anno precedente di avere raddoppiato le iscrizioni alla classe prima (sono state 120) con la conseguenza che di prime classi, quest'anno, ce ne sono volute cinque.  In tutto 465 contro il minimo di 500 previsto dalla normativa vigente per il mantenimento dell'autonomia. Dispiace, non nasconde il preside, che non sia stata in nessuna sede ascoltata la proposta del consiglio dei docenti di prendere un periodo di tempo per verificare l'andamento delle iscrizioni o organizzare un passaggio nel modo più indolore possibile verso l'accorpamento.  Così non sarà. A giugno saranno finiti di scrivere gli ultimi registri del Civitali e poi, come ha anticipato la Provincia, l'istituto si spezzerà in due.  I problemi non finiranno qui. Anche perché le scuole ospitanti, non saranno in grado di apportare cambiamenti alla logistica. Come spiega il vicepreside del Giorgi Lorenzo Isoppo, «non siamo in grado di prendere fisicamente in carico cinque classi dell'indirizzo moda più i laboratori. Auspichiamo che ognuno rimanga al suo posto. Sarebbe stato tutto più semplice se il Civitali fosse stato accorpato in blocco al Giorgi senza essere diviso». Quanto agli studenti disabili, rassicura i genitori di quelli che frequentano il Civitali: «Ne abbiamo 12 anche noi. Le esperienze sono positive. I docenti seguono questi ragazzi anche per il lavoro, finita la scuola».

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