Il Tirreno

Lucca

Il Pd chiede le dimissioni dei vertici del Giglio e attacca l’amministrazione comunale

«Via il presidente e il consiglio»

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 LUCCA. Via il presidente e il consiglio di amministrazione del teatro del Giglio. A chiedere le dimissioni è il Pd che considera intollerabile il fatto che l'amministrazione comunale «abbia calpestato» i diritti dei lavoratori, ignorando lo sciopero e mandando gli uomini della protezione civile ad aprire il teatro di S. Girolamo. E per il Pd è intollerabile anche il fatto che né sindaco né l'assessore alla cultura abbiano chiesto spiegazioni sull'andamento del teatro all'attuale amministrazione.  «Il fallimento dell'attuale gestione - scrivono Patrizio Andreuccetti, segretario provinciale del Pd e Fabrizio Pardini, segretario comunale del partito - sta rischiando di portare alla deriva la principale istituzione culturale della città. Le responsabilità oggi, in seguito anche al rapporto della società di revisione (dei bilanci del teatro), appaiono completamente imputabili ad una serie infinita di scelte sbagliate dettate probabilmente dalla scarsa conoscenza del settore da parte di chi sta guidando il teatro».  Infatti, secondo la società di revisione Pkf, scelta con una selezione pubblica, il Giglio sta perdendo spettatori, soprattutto perché sarebbe scaduta la qualità del cartellone, e sarebbe sotto organico. In queste circostanze - insiste il Pd - non è «tollerabile che l'attuale amministrazione comunale non abbia espresso un'opinione in merito all'esito del rapporto della società di revisione arrivato già da tempo. E non è tollerabile neppure che ad oggi non sia stato promosso il cartellone del Teatro Ragazzi, attività di grande rilevanza culturale e sociale».  Anche per questo taglio ulteriore alla programmazione il personale del Giglio è preoccupato. Come è preoccupato dal fatto che il bilancio, per il secondo anno, rischi di chiudere con un disavanzo importante. Per questo nel corso di un anno i lavoratori hanno scioperato due volte, con una media che non ha precedenti nell'ultimo trentennio della storia culturale della città. In queste condizioni - conclude il Pd - non è tollerabile «che il Comune di Lucca si permetta di calpestare i diritti dei lavoratori attuando azioni di forza in violazione del diritto di sciopero».

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