Finanza
Comics contro lo sciopero in teatro
Barbara Antoni
Gli organizzatori aprono il San Girolamo con la protezione civile
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LUCCA. Nel giorno clou di Lucca Comics lo spettacolo a sorpresa è l'occupazione del teatro San Girolamo. I lavoratori dello staff al completo, alcuni anche con bimbi al seguito, la Rsu, rappresentanti sindacali di Fistel Cisl e Slc Cgil con tanto di bandiere: sono i protagonisti di una protesta senza precedenti, che nasce sulla scorta di un braccio di ferro che va avanti da mesi. La protesta ha raggiunto il culmine ieri quando - con il Giglio chiuso per sciopero e i lavoratori schierati davanti in presidio - il presidente di Lucca Comics Francesco Caredio ha aperto, con le chiavi consegnategli dal Comune, il San Girolamo, accompagnato da personale della protezione civile e di Lucca Comics per montare uno schermo e dare il via ad alcuni eventi nel cartellone della manifestazione del fumetto. Una protesta pacifica, anche se gli attimi di tensione non sono mancati, conclusa con l'annuncio, dei sindacati, che la vicenda finirà davanti al giudice del lavoro. Lo ha detto Fabio Graziani (Slc Cgil): «L'amministrazione comunale, che ha permesso a Lucca Comics di entrare in teatro il giorno in cui i suoi addetti scioperavano, ha avuto un comportamento antisindacale. Sono stati sostituiti i lavoratori in sciopero: la causa partirà da questo». Rsu (Fausto Moschini, Belinda Lenzi, Tiziano Panichelli) e rappresentanti sindacali (il segretario Cisl Giovanni Bolognini, di Fistel Cisl Walter Fattore, Graziani e Pierpaolo Dell'Uomo di Slc Cgil) schierati davanti al palco con lo schermo già montato; gli altri lavoratori in platea: hanno condotto un botta e risposta serrato con Caredio e il direttore di Lucca Comics Renato Genovese che hanno accusato i manifestanti di sortire, con la loro azione, nessun altro risultato che danneggiare Lucca Comics. «Siamo consapevoli delle nostre azioni, siamo responsabili», controbatte Fattore. Poco dopo gli occupanti lasciano il teatro, permettendo alle manifestazioni in programma di avere il loro corso. Ma prima Dell'Uomo chiede le dimissioni dell'intero consiglio di amministrazione del teatro (un'azienda speciale di proprietà del Comune, a cui è affidata la gestione, oltre che del Giglio, di altri spazi culturali, come il San Girolamo), in primo luogo del suo presidente Aldo Casali, comparso pochi istanti dopo davanti al teatro con l'assessore Letizia Bandoni e presto andato via. La protesta di ieri arriva al culmine di una situazione di vari disagi che i lavoratori del Giglio (28, di cui otto precari, più altrettante maschere retribuite a prestazione) hanno denunciato giorni fa, portando all'attenzione pubblica questioni che rischiano di affossare definitivamente il teatro. Le stesse descritte ieri nel volantino distribuito davanti al Giglio chiuso per sciopero: quest'anno nessuna stagione di teatro ragazzi (attività che ogni anno coinvolge 7mila persone) nonostante che la programmazione sia pronta; il posto vacante del capo settore ufficio stampa, segreteria artistica e formazione; il rischio che il teatro chiuda per il secondo anno consecutivo il bilancio in passivo. Su un altro punto si sofferma Moschini: «Perché - domanda- il teatro vuole ricorrere a un esperto di marketing nella prospettiva di un rilancio, come ha detto il presidente? Ci sono problemi economici e la soluzione è cercare esperti con parcelle da 150mila euro?». Davanti al San Girolamo ecco Andrea Colombini, direttore artistico di Anfiteatro Music Festival, a dirsi «sorpreso che il teatro delle città, che potrebbe produrre utili, sia finito in questa situazione. Forse la colpa è di chi amministra. A chi mi volesse cercare dò la mia disponibilità per essere il nuovo direttore. Il Giglio fa 34 sere di programmazione in un anno. Con i soldi che si spendono, io ne farei 150».
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