Il Tirreno

Lucca

Via al rimpasto, ma è parziale

Ilaria Bonuccelli
Una votazione in consiglio comunale a palazzo Santini (Vip)
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Una votazione in consiglio comunale a palazzo Santini (Vip)

L'Udc vuole 3 assessori e vicesindaco, FL che la giunta resti a 13

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 LUCCA. Inizia il rimpasto, il sindaco Mauro Favilla. Ma non lo porta in fondo. Troppe ancora le questioni in sospeso in maggioranza. E tutte collegate. In particolare quelle sui rapporti di forza fra partiti: numeri alla mano, l'Udc reclama un terzo assessore e la delega a vicesindaco o, in alternativa, il presidente del consiglio comunale. A questo incarico il Pdl non vuole rinunciare, per un punto di onore, ma appoggia le richieste dell'Udc. Nulla in contrario neppure da parte di Forza Lucca a un aggiustamento del genere. A una sola condizione: la giunta deve restare a 13 consiglieri, perché questo è stato l'accordo sottoscritto al momento dell'ingresso nell'esecutivo dei due assessori del gruppo di Maurizio Dinelli. Che conferma: «Per noi la giunta a 13 è la condizione essenziale per portare avanti il mandato». Punto e a capo. Il Pdl, invece, è più possibilista anche rispetto a un allargamento dell'esecutivo a 14 assessori che, però, non risulta gradito al sindaco.  Secondo il partito di maggioranza relativa, la quadratura del cerchio si otterrebbe in modo molto semplice: con la rinuncia da parte del sindaco a uno dei suoi tre assessori «poco significativi». Ma non c'è da sperare che Favilla faccia un passo indietro, visto che su questo punto si è rivelato irremovibile anche quando l'amministrazione rischiava per cadere. A questo punto resta un'unica soluzione: un incontro (già fissato per martedì alle 18) fra Pdl e Udc. Entrambi i partiti, infatti, hanno capito che il sindaco non toglierà le castagne dal fuoco. Non si sbilancerà né per il presidente del consiglio comunale né per nuovi assessori. Su come riequilibrare la rappresentanza l'Udc non pone limiti né condizioni. Il Pdl, invece, sì: vuole il presidente del consiglio comunale (probabilmente per Franco Fabbri) per rimediare al torto subito con la sfiducia a Marco Agnitti, passata con i voti di Forza Lucca. In compenso non si oppone né al terzo assessore per l'Udc né alla delega. Spetterà, quindi, al partito trovare una soluzione perché, se un dato è certo in questo momento, è che il Pdl non si può permettere di far silurare un altro candidato alla presidenza del consiglio comunale. Tanto meno, il Pdl vorrebbe un presidente del consiglio comunale eletto con voti racimolati qua e là senza l'appoggio dell'Udc. Sa bene che da un'operazione del genere la maggioranza uscirebbe ulteriormente indebolita.  Mentre i partiti di maggioranza cercano di far tornare i conti, il sindaco si prende un'altra decina di giorni (o forse anche 15) per rivedere nel complesso la distribuzione delle deleghe, in prospettiva di un cambiamento più radicale di quello formalizzato ieri. Con una precisazione: molte deleghe sono provvisorie. E potrebbero anche essere riassegnate, in vista della nomina di un nuovo vicesindaco al posto di Giovanni Pierami (caldeggiata anche dal Pdl) e di un ridimensionamento di qualche assessore. Fra questi ci potrebbero essere Elio Cappellini, Filippo Candelise e Letizia Bandoni. E, in effetti, qualche avvisaglia c'è già con la redistribuzione di deleghe avviata ieri: basta pensare che i "grandi eventi" (anche se da definire nel dettaglio) sono stati assegnati a Benedetto Stefani, sembra con l'intento di svuotare (o alleggerire) gli incarichi a Letizia Bandoni. Ugualmente anche le deleghe assegnate a Stefani non sono proprio pesanti: il rappresentante di Forza Lucca prende il trasporto pubblico che Marco Chiari non era più interessato a tenere; in compenso, però, a Chiari, in aggiunta alle altre deleghe, va anche la "mobilità" (che comprende la programmazione dei trasporti pubblici), le grandi opere pubbliche e anche il rilascio dei permessi per transito, sosta e circolazione nel centro storico. A conferma che Favilla non vuole né rinunciare né depotenziare i propri assessori. Anche se il 4 novembre Chiari accompagnerà Stefani in Regione, per la sua prima riunione sul trasporto pubblico.

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