Finanza
Più ore per i lavoratori dell'Esselunga
◗
Un supermarket della catena Esselunga Migliora il contratto dei dipendenti assunti part-time
2 MINUTI DI LETTURA
LUCCA. Più ore per i lavoratori part-time (una cinquantina) dei supermercati Esselunga di tutta la Lucchesia. Lo annunciano i sindacati di categoria di Cgil, Cisl e Uil dopo l'accordo raggiunto con la direzione aziendale grazie alla collaborazione dei rappresentanti sindacali dei singoli negozi. L'ultimo negozio nel quale questo accordo verrà applicato (ma ormai è questione di giorni) è quello di Porcari: negli altri è già attivo. E consente ai dipendenti non solo di avere un aumento di stipendio, ma anche di avere riflessi sugli oneri previdenziali. «Dopo un accurato monitoraggio negozio per negozio dei nostri delegati sindacali nel territorio - affermano Giovanni Bernicchi e Massimiliano Sanetti della Segreteria Fisacat-Cisl, Giovanni Sgro, segretario provinciale Uiltucs-Uil e Massimiliano Bindocci della Cgil - le segreterie provinciali con l'azienda Esselunga sono riusciti a concludere un'operazione che di questi tempi non è di poco conto. In base ai dati ed alla collaborazione fornita dall'azienda vista la disponibilità delle lavoratrici e dei lavoratori part-time, siamo riusciti ad ottenere un consolidamento delle ore: il tutto si traduce in aumento di ore sul proprio contratto di lavoro e che vuol dire chi aveva un contratto part-time a 18 ore settimanali è passato a 24 ore, chi aveva un contratto part-time a 24 ore settimanali è passato a 32». Questo accordo ha riguardato quasi il 90 % degli addetti part-time nei negozi della provincia di Lucca - evidenziano i sindacalisti - visto che «sono rimasti esclusi solo i dipendenti che, per motivi di organizzazione familiare, non erano disponibili per un allungamento di orario». La trattativa, partita con l'obbiettivo «di trasformare i lavoratori da part-time a full-time (che comunque sarà fatto in un secondo momento) ha riguardato all'incirca 50 addetti, il che significa in sostanza più retribuzione garantita per 14 mensilità e più vantaggi in termini previdenziali». Infatti, chi ha il part-time a 32 ore prende l'86% dello stipendio medio (1.100 euro) di un dipendente a tempo pieno. «L'idea - concludono i sindacalisti - è nata dal monitoraggio effettuato sugli orari di lavoro dei part-time. Ci siamo accorti che spesso ai dipendenti veniva chiesto di prolungare l'orario e così abbiamo provato ad allungare in via definitiva le ore settimanali. Nonostante il nostro territorio abbia risentito in questi ultimi mesi in maniera molto negativa della crisi del modo del lavoro, in particolare nel settore del commercio e terziario, è bene evidenziare che ci sono spiragli positivi e questa operazione portata avanti dalle categorie sindacali ne sono l'esempio».
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
