Il Tirreno

Lucca

Dietro i banchi assediati dal pubblico

Gli stand della rassegna
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Gli stand della rassegna

Grande interesse per i giochi in piazza Napoleone e San Michele

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 LUCCA. Non si aspettavano certo una risposta così positiva gli espositori di Lucca Comics & Games, letteralmente assediati ieri dal pubblico delle grandi occasioni che, stravolgendo ogni previsione della vigilia, ha raggiunto la città delle nuvole parlanti fin dall'apertura dei padiglioni.  Sotto assedio, la grande città del gioco Lucca Games.  «Per essere la prima giornata, ho visto veramente tanta gente», dice il ravennate Massimo Marziali allo stand Ng International. «Tutti con una gran voglia di provare i nostri giochi e divertirsi, in fondo quello per cui tutti noi siamo a Lucca».  «Mi ha stupito molto questo impatto - sottolinea Monica Vannozzi, da Pontedera, alle postazioni di gioco Konami - fin dalle prime ore della fiera, la gente è arrivata in gran numero. Noi presentiamo a Lucca Games il nuovo Capitan Tsubasa New Kick Off per Nintendo Ds e ci aspettiamo una vera carica di giovanissimi nei prossimi giorni, per provare liberamente il gioco».  Ancora titubante la testimonial Martina Narducci, nel suo completo rosso-nero, nello spazio Lucchese Calcio: «Questo è il primo anno che siamo presenti e l'impatto con il pubblico è buono, anche se ancora il pubblico mostra più interesse per i fumetti e i giochi che per il calcio tradizionale».  Inizio positivo per gli editori, con le piazze Napoleone e San Michele congestionate dai visitatori.  «Mi pare che si sia iniziato molto bene, sia come numeri che come interesse - sottolinea Alessandro Ratti di Parma allo stand Il Messaggero dei Ragazzi -. Speriamo che, alla conclusione della mostra, i risultati di pubblico e di vendite siano nella linea degli scorsi anni, e che, naturalmente, il tempo sia clemente».  Un'editoria che, nonostante la crisi, mira al rilancio del medium fumetto.  «Sono 5 anni che vengo alla rassegna - spiega Valerio Gerosa di Amnexia Edizioni -. Non facevo parte del mondo del fumetto, ora devo proprio dire bello ma, bisognerebbe ogni anno produrre qualcosa di nuovo e questo per le piccole case editrici come noi è un problema, a cui si aggiungono, noi veniamo da Genova, anche i costi per partecipare e pernottare, ma questa è una vetrina straordinaria».  Un settore che, spiega sempre Gerosa, non teme la crisi.  «Sicuramente per il fumetto è un momento positivo - aggiunge - il problema classico, che ormai credo sia nazionale, è mettere d'accordo tutti sul materiale da produrre. Secondo me il fumetto è cultura e bisognerebbe editare del buon fumetto e non seguire l'onda della moda del momento, lanciandosi sulla produzione giapponese e americana. Il fumetto italiano ne ha risentito e non se lo merita».  E il grande afflusso di appassionati fra gli stand è la migliore conferma di questo successo. M.M.

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