Il dolore
Centrale Alce, un altro ricorso al Tar
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LAlce di Fornoli Legambiente contro l'impianto: «Sono state violate le leggi»
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BAGNI DI LUCCA. Legambiente insieme a sette cittadini di Borgo a Mozzano e Bagni di Lucca e ad un'impresa locale ha presentato ricorso giurisdizionale amministrativo davanti il Tar Toscana per chiedere l'annullamento della determinazione 3305 dell'8 giugno 2010 del dirigente del servizio ambiente della provincia di Lucca ing. Roberto Pagni, con la quale è stata concessa ad Alce l'autorizzazione per la realizzazione e l'esercizio di un impianto di produzione di energia elettrica da biomasse. I motivi del ricorso sono stati illustrati nel corso di una conferenza alla presenza del presidente di Legambiente Toscana Piero Baronti, del presidente del circolo di Legambiente Lucca Michele Urbano, dell'avvocato difensore di Legambiente Nicola Marcuccetti, del presidente del Comitato Ambiente e Salute di Bagni di Lucca e Borgo a Mozzano Donatella Zanotti. «Alce il più grande progetto d'impianto a biomasse dell'Italia centrale posto a 2 km dalle più vicine terme, non solo è stato autorizzato nonostante siano state segnalate ripetutamente violazioni di leggi ed atti di programmazione territoriale, cui non è stata mai stato data seguito o risposta - afferma Michele Urbano - ma è incompatibile con lo sviluppo termale di Bagni di Lucca, contraddice le finalità del progetto Bonespirit, finanziato con un budget di fondi europei con 1,4 milioni di euro, di cui la provincia di Lucca è capofila e diverge nettamente con le strategie nazionali documentate da recenti studi di settore dal presidente regionale di Confindustria, che indicano come nel 2005 il 20% del Pil nazionale sia dipeso da turismo e cultura». Legambiente sottolinea che l'autorizzazione del nuovo impianto a biomasse, che ha travalicato di gran lunga i limiti quantitativi previsti dal Piano energetico regionale e provinciale vigenti, che produrrà maggiore inquinamento per ossidi di azoto e particolato rispetto all'impianto precedente, che insisterà su un'area ad elevato rischio idraulico e fragilità dal punto di vista degli acquiferi, violerà anche gli obblighi di legge che prevedono la Via (valutazione d'impatto ambientale) per la produzione di sostanze chimiche (tannino) che utilizzano oltre 35mila tonnellate annue di materie prime. «L'inosservanza del Pier (piano energetico regionale), stabilito dalla Regione e fatto proprio dalla Provincia - dichiara Piero Baronti, presidente di Legambiente Toscana - impedirà lo sviluppo dei piccoli impianti a biomasse indispensabili, in un'ottica di gestione forestale per limitare il rischio di incendi e nella difesa attiva del territorio per limitare il rischio di frane». Per Legambiente l'energia che sarà sprecata nella valle (il calore non utilizzato dall'impianto Alce) non potrà diventare valore economico capace di remunerare maggiormente gli operatori del bosco, che avranno per la propria merce prezzi bassi imposti da contratti di filiera pluriennali, e creare nuovi posti di lavoro. Bisogna, inoltre, tenere presente la straordinaria varietà di acque ipertermali, che sgorgano dalle falde del colle di Corsena da 19 fonti diverse ad una temperatura compresa tra i 39º e 54º C. Un microambiente unico in Europa, quello delle terme di Bagni di Lucca, recentemente inserite dal Consiglio europeo nel progetto "Thermae Europae".
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