Italia
Meno clienti nel negozio in via Diaz: il parcheggio è sempre occupato da chi va in città
Pam licenzia 17 dipendenti
Barbara Antoni
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Il parcheggio del supermercato Pam in via DiazIl motivo: vendite in calo e nuovi supermercati
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LUCCA. Dal primo novembre, in mobilità 17 dipendenti dei supermercati Pam sul territorio provinciale; per altri invece si apre un periodo di cassa integrazione. Il gruppo Pam taglia personale in Lucchesia per via del calo delle vendite, originato - oltre che dalla crisi dei consumi - dall'arrivo di nuovi punti di grande distribuzione. Diciassette lavoratori accompagnati all'esodo (si tratta di dipendenti vicini alla pensione) invece di diciannove come aveva richiesto l'azienda. Ne escono 5 dal supermercato Pam di Sant'Anna, 4 dal punto vendita in via Diaz, due da quello di Altopascio (al Turchetto; è questo il punto vendita dove viene accesa la cassa integrazione), 6 dal supermercato di Viareggio (in base all'accordo sottoscritto dalle parti in Regione).
A guardare il risultato, sulla scorta anche dell'incentivo all'esodo (da 16mila a 19.500 euro per lavoratore) Massimiliano Bindocci, della Filcams Cgil, dice che - vista la situazione - si tratta di una soluzione soddisfacente per chi esce, «ma per chi rimane i problemi raddoppiano - sentenzia -. Se le vendite diminuiscono, l'azienda deve ridurre i costi vivi, il personale è il primo a essere colpito». Il problema è maggiore, e tutto particolare, per il punto vendita in via Diaz, dove le vendite sono calate drasticamente soprattutto da quando è entrato in vigore il nuovo piano della sosta: da quando gli stalli sulla strada sono diventati o gialli (per residenti) o a pagamento (quelli blu). Il parcheggio del supermercato è diventato così un parcheggio pubblico e a costo zero. Il direttore regionale di Pam per la Toscana, Renato Mazzucco, lo dice chiaro: «Se il cliente arriva e non trova parcheggio va a fare la spesa altrove. Sono disposto anche a fare un incontro con altri commercianti che hanno questo problema, tutti insieme potremmo chiedere all'amministrazione comunale di darci uno spiraglio. Era mia intenzione realizzare una sbarra automatizzata per il parcheggio, che facesse entrare solo i clienti. Costa 60mila euro, l'azienda non può investirli in questo punto vendita che è costantemente in perdita. Se fossi un imprenditore, avrei già dichiarato il fallimento».
Il problema di fondo rimane comunque, per tutti i punti vendita interessati dai tagli, quello del calo di vendite. Perché, riflette Mazzucco, la torta è quella e se arrivano altri (negli ultimi tempi si è aggiunto un supermercato all'Arancio) a rosicchiarla la fetta si riduce. E se il calo continuerà, Pam non esclude altre riduzioni di personale: «Più calano le vendite, più aumentano i costi, e il personale è il più elevato, quindi dobbiamo intervenire», sottolinea Mazzucco. Piccoli investimenti sono comunque in programma: «Nel 2011 abbiamo previsto spese per abbellire i punti vendita lucchesi, che stanno diventando obsoleti - conclude Mazzucco -, ad esempio con luci nuove».
A guardare il risultato, sulla scorta anche dell'incentivo all'esodo (da 16mila a 19.500 euro per lavoratore) Massimiliano Bindocci, della Filcams Cgil, dice che - vista la situazione - si tratta di una soluzione soddisfacente per chi esce, «ma per chi rimane i problemi raddoppiano - sentenzia -. Se le vendite diminuiscono, l'azienda deve ridurre i costi vivi, il personale è il primo a essere colpito». Il problema è maggiore, e tutto particolare, per il punto vendita in via Diaz, dove le vendite sono calate drasticamente soprattutto da quando è entrato in vigore il nuovo piano della sosta: da quando gli stalli sulla strada sono diventati o gialli (per residenti) o a pagamento (quelli blu). Il parcheggio del supermercato è diventato così un parcheggio pubblico e a costo zero. Il direttore regionale di Pam per la Toscana, Renato Mazzucco, lo dice chiaro: «Se il cliente arriva e non trova parcheggio va a fare la spesa altrove. Sono disposto anche a fare un incontro con altri commercianti che hanno questo problema, tutti insieme potremmo chiedere all'amministrazione comunale di darci uno spiraglio. Era mia intenzione realizzare una sbarra automatizzata per il parcheggio, che facesse entrare solo i clienti. Costa 60mila euro, l'azienda non può investirli in questo punto vendita che è costantemente in perdita. Se fossi un imprenditore, avrei già dichiarato il fallimento».
Il problema di fondo rimane comunque, per tutti i punti vendita interessati dai tagli, quello del calo di vendite. Perché, riflette Mazzucco, la torta è quella e se arrivano altri (negli ultimi tempi si è aggiunto un supermercato all'Arancio) a rosicchiarla la fetta si riduce. E se il calo continuerà, Pam non esclude altre riduzioni di personale: «Più calano le vendite, più aumentano i costi, e il personale è il più elevato, quindi dobbiamo intervenire», sottolinea Mazzucco. Piccoli investimenti sono comunque in programma: «Nel 2011 abbiamo previsto spese per abbellire i punti vendita lucchesi, che stanno diventando obsoleti - conclude Mazzucco -, ad esempio con luci nuove».
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