Italia
17mila gli avvisi per chi non ha pagato l'Ici del 2005 e del 2006
i.b.
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Lufficio tributi del Comune a S. Anna 3 MINUTI DI LETTURA
LUCCA. Sono almeno 17mila gli avvisi di accertamenti che il Comune manderà nelle prossime settimane per recuperare l'Ici non pagata nel 2005 e nel 2006. La spedizione, però, non verrà effettuata direttamente da Palazzo Orsetti: il servizio verrà affidato a Postel e Postware srl (agente Postel per la Toscana) per un compenso complessivo di 90mila euro. Si tratta di un anticipo che il Comune conta di recuperare, facendo pagare ai contribuenti evasori (parziali o totali) le spese di notifica. Già in passato - evidenzia il dirigente del settore tributi, Serafino Turturici - «visto l'elevato numero di avvisi» è stato utilizzato il servizio di posta elettronica Postel perché «consente all'ufficio di emettere un file informatico (con tutti gli importi da recuperare, ndr), senza dover provvederedirettamente alla stampa e imbustamento dei provvedimenti» sui quali la firma autografa del responsabile del servizio viene sostituita con quella «apposta mediante indicazione a stampa del nominativo del funzionario responsabile». Così per 14mila euro più Iva la Postware srl di Pisa provvederà a «elaborare i dati forniti dal Comune in modo da renderli compatibili con la procedura Postel e a effettuare servizi accessori: archiviazione su cd dei documenti spediti, con relativo programma di ricerca, visualizzazione, lettura, codifica e ordinamento delle cartoline raccomandata». Invece, Postel (per 11mila euro più Iva) gestirà «il servizio di posta elettronica, provvedendo alla stampa, imbustamento, consegna dei plichi agli uffici postali per la notifica ai destinatari». Oltretutto, il servizio Postel - fa presente Turturici - consente «anche di posticipare il pagamento delle spese postali per le raccomandate con ricevuta di ritorno al momento della liquidazione dell fattura relativa al servizio stesso». La spesa più consistente di questa operazione - che dovrebbe far recuperare al Comune non meno di 4 milioni di euro - è quella di spedizione delle raccomandate (circa 60mila euro). Infatti, il Comune pagherà 2,20 euro per le raccomandate con ricevuta di ritorno con un peso fino a 20 grammi inviate nell'area del territorio comunale; 2,50 euro se la destinazione è nel capoluogo di provincia e 3,20 euro se la destinazione è in area considerata extraurbana. Queste spese lievitano da un minimo di 2,60 euro a un massimo di 3,85 euro in base al peso della raccomandata. Infine, altri 60 centesimi verranno spesi per il costo dell'avviso di ricevimento. Tuttavia - ribadisce Turturici - le spese postali (che si intasca Poste italiane spa) saranno recuperate in modo forfetario (escluse quelle relative ad atti annullati) dai contribuenti. Secondo il regolamento generale per la disciplina delle entrate comunali, rivisto alla fine di aprile di quest'anno, infatti, i contribuenti sono tenuti a pagare le spese di notifica «degli atti impositivi, unitamente al tributo o al maggior tributo dovuto, alle sanzioni amministrative e agli interessi». Al momento, dunque, la spesa per il recupero dell'Ici evasa ammonta a circa 90mila euro. Tuttavia - fa presente il Comune - se gli avvisi di accertamento e le raccomandate da spedire saranno più di 17mila, oppure se saranno più pesanti (perché contenenti dati riferiti a più immobili) il costo potrà subire variazioni. In ogni caso, le spese di notifica saranno sempre a carico dei contribuenti evasori.
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