Trasporti
Vogliamo deleghe importanti
Marco Innocenti
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Il gruppo di Forza Lucca Forza Lucca chiede un ruolo preciso nella giunta
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LUCCA. Si aspettano deleghe piene i due nuovi assessori di Forza Lucca, Benedetto Stefani e Marco Modena. Il primo, che mira ai settori del commercio o del turismo, si è anche autosospeso dalla carica di presidente dei ristoratori Confcommercio. Vuole eliminare non solo il sospetto di incompatibilità, ma anche quello di conflitto di interessi e di inopportunità. Da parte sua Modena, se il gruppo sarà d'accordo, è pronto ad assumersi l'onere dell'urbanistica, nel caso davvero il sindaco gliela offra, anche se gradirebbe di più l'ambiente o i lavori pubblici. Oggi il sindaco Favilla dovrebbe decidere, ma non è detto che i suoi intendimenti collimino con le attese degli assessori. Intanto in giunta è già stato comunicato che gli stipendi degli assessori saranno ridotti dal prossimo mese dell'8%, in modo da non superare il tetto attuale anche se da 12 sono passati a 13. Modena e Stefani hanno informato che, per quanto li riguarda, non percepiranno emolumenti fino a quando non avranno deleghe operative. Certo è che Forza Lucca in giunta vuole esserci e contare. Anche perché il gruppo si ingrossa: ha aderito anche Antonio Trapani (che lascia il Pdl con 12 consiglieri) e ora il capogruppo Dinelli conta su sei esponenti. A Forza Lucca è arrivato anche il consigliere della circoscrizione 2, Leonardo Bandettini, che ha formato un gruppo distinto dal Pdl, da cui proviene. «Ci spetterebbero tre assessori, ma per non creare ulteriori problemi abbiamo accettato di averne due - dice Dinelli -. È chiaro però che in giunta vogliamo ruoli importanti, non ci interessa aggiungere posti a tavola, come ha detto qualcuno che, a giudicare da quanto accade, alle poltrone è molto più attaccato di noi». Concetto ribadito da Modene e Stefani: «Non siamo a caccia di compensi e non percepiremo una lira fino a quando non ci metteremo a lavorare». Stefani intanto respinge ogni accusa per eventuali conflitti di interessi: «Non esistono, ma per fare piena chiarezza mi sono sospeso dall'incarico nell'Ascom. Ho esperienza nel mondo del commercio e del turismo e sono pronto a metterla a disposizione del sindaco». Questione spinosa, per Forza Lucca, rimane anche la nomina del presidente del consiglio comunale. Giuliana Baudone (che conferma l'adesione a Fli di Fini, pur rimanendo nel gruppo) afferma ad esempio: «Se il nome proposto sarà quello di Franco Fabbri avrò molte difficoltà a votarlo, considerando che da luglio accusa noi di avere di mira soltanto le poltrone». Ma alla fine il gruppo di Dinelli dovrebbe digerire il rospo. Del resto proprio Dinelli aveva indicato in Fabbri il consigliere più adatto, nel Pdl, per la presidenza del consiglio. «È chiaro però - aggiunge il capogruppo - che il nuovo presidente dovrà affrontare e risolvere i problemi rimasti dopo la sfiducia ad Agnitti. A noi nessuno ancora ha comunicato che il Pdl non riconosce il nostro gruppo, antecedente a quello ora guidato da Fava. E lo stesso discorso vale per Luca Lucchesi e Per Lucca. La nostra sfiducia ad Agnitti, peraltro degnissima persona, non era politica, ma tecnica». Anche alla luce di questa situazione Dinelli chiederà al Pdl una riunione di maggioranza: «Vogliamo capire se intorno a Favilla, vero collante della coalizione, esiste una maggioranza politica o soltanto amministrativa. In ogni caso noi non siamo più disposti ad avallare rinvii sulle pratiche. Abbiamo sottoscritto un buon programma di fine mandato, con tanto di scadenze. È per questo che siamo entrati in giunta. Ora vogliamo vederlo applicato. A noi interessa risolvere i problemi della città, ci pare che alle poltrone siano altri a pensare».
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