Attenzione
Non abbiamo calpestato la Fede
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Uno dei cartelloni della campagna pubblicitaria della Gesam che hanno suscitato tante proteste tra i cittadini, nel clero e su Facebook (Vip) L'ad Bei: «Interpretazione sbagliata del nostro messaggio»
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LUCCA. Gesam Gas si difende. È sotto accusa per la campagna pubblicitaria, con i manifesti che riportano citazione bibliche e parafrasano alcuni riferimenti a Dio. Riferimenti al Vangelo che non siono piaciuti. Al clero, ai cittadini, al popolo di Facebook. Slogan come «Lui li fa, Gesam li accoppia»; «Dacci un assegno della tua presenza»; «Lasciate che i clienti vengano a Gesam»; «A chi crede, Gesam provvede» hanno sollevato un polverone. L'amministratore delegato di Gesam Gas, Stefano Bei, replica. ««È con vivo rammarico che rileviamo i commenti sollevati dalla campagna di comunicazione. Rammarico perché, come crediamo appaia evidente a tutti coloro che conoscono la storia di quest'azienda, non può esserci il minimo dubbio sui valori etici e sociali che sostengono la nostra attività, valori che comprendono anche il rispetto per il sentire religioso, per le differenze razziali e di genere, per le istituzioni e per la fede nella religione cattolica che da sempre permea di sé l'intero territorio provinciale. «Possiamo smentire che da parte di Gesam Gas ci sia stata la benché minima volontà di provocare, calpestare la Fede e le convinzioni profonde di una parte dei cittadini, al solo scopo di "aumentare il nostro portafoglio dei clienti". Non è questo il nostro stile, non sarà mai il nostro modus operandi. La nostra campagna ha il solo scopo di presentare Gesam Gas come un'azienda vicina alle famiglie, attenta, protettiva, con un profilo operativo e ideologico ben differente da quello che caratterizza i nostri competitors». Bei dice che Gesam è impegnata da diversi mesi in una battaglia a tutela dei consumatori lucchesi, «vittime di pratiche scorrette e illegittime che hanno compreso atteggiamenti reticenti, false promesse e, in alcuni casi, la vera e propria truffa, come l'eclatante caso del contratto fatto "sottoscrivere" ad una persona deceduta da ben sette anni. Operazioni, queste sì, che hanno ben poco di etico, di costruttivo, di morale. In questo quadro abbiamo scelto di dare spazio ad una campagna incisiva e creativa, che testimoniasse con una serie di metafore, magari ironiche, il nostro impegno di cura e protezione assoluta nei confronti, non solo dei singoli clienti, ma anche di tutto il territorio lucchese, al cui benessere ci sentiamo di contribuire investendo per il suo sviluppo sociale ed economico. «Ci sono state alcune interpretazioni alla citazione incriminata - "Lasciate che i clienti vengano a me" - che non corrispondono affatto alle nostre intenzioni. Il significato della frase è molto più semplice "I clienti vengano a Gesam come hanno fatto tutta l'estate", dopo la serie di truffe di cui sono state vittime centinaia di cittadini lucchesi. Un invito a venire direttamente nei nostri uffici per ottenere tutte le spiegazioni in modo corretto e trasparente perché la scelta di affidarsi ad un venditore sia consapevole. Allo stesso modo, la frase "Dacci un assegno della tua presenza" sta a significare esclusivamente che l'azienda restituirà una parte significativa dei propri utili ai cittadini suoi clienti sotto forma di un assegno spendibile sul territorio, segno tangibile della concreta attenzione dell'azienda al territorio stesso. «Ribadiamo ancora una volta che siamo dispiaciuti che il nostro messaggio abbia urtato la sensibilità di alcuni lucchesi. Non c'è stata alcuna volontà da parte nostra di svilire il messaggio del Vangelo, né di accostarlo impropriamente a elementi degradanti, offensivi e volgari».
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