Il Tirreno

Lucca

Presidenza, un giro di poltrone

Marco Innocenti   Alessandro Petrini

A Favilla il compito di accontentare tutti assegnando incarichi

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 LUCCA. Nemmeno il famoso Cencelli del manuale omonimo (in base a cui la Dc assegnava i posti di potere) potrebbe insegnare qualcosa a Mauro Favilla nel ripartizione degli incarichi che può e deve soddisfare gli appetiti e portare alla concordia tra i partiti necessaria per governare. Un altro esempio dell'indiscussa abilità del sindaco si sta avendo in queste ore.  C'è il problema serio di individuare chi, nel Pdl, dovrebbe essere il candidato alla presidenza del consiglio comunale. Due i pretendenti più accreditati: Franco Fabbri e Fabrizio Petri. Il partito non riesce a prendere una decisione? Ci pensa Favilla: nomina Fabrizio Petri nella Polis (incarico che lo obbliga a lasciare il consiglio) e spiana la strada a Fabbri. Il quale potrebbe ora avere i 21 voti necessari (oltre ai 18 di Pdl e Forza Lucca, si conta su quelli di Giorgio Mura, Luca Lucchesi e almeno un altro consigliere che dia il suo sì nel segreto dell'urna) per essere eletto anche senza il consenso dell'Udc, che rivendica il posto per sè. Favilla ora tenterà di far convergere anche i centristri sul nome di Fabbri, esperto, moderato, in buoni rapporti con tutti. Se non dovesse centrare l'obiettivo, ci sarà da tacitare anche l'Udc con qualche altro incarico. Ma per il sindaco non sarà una difficoltà.  Ormai nessuno dubita più che tutto si risolva con un giro di poltrone, salvo verificare poi quanto politicamente sarà possibile per Favilla tenere insieme gruppi e persone che nascondono divergenze e, soprattutto, evidenti rancori. Un quadro non edificante, che non è piaciuto ad esempio a Marco Porciani, il quale ha già lasciato il consiglio comunale dove era appena entrato per ricoprire un incarico nel mondo delle banche. In consiglio entrerà ora Massimo Checchia al posto di Petri e un esponente ex Forza Italia al posto di Porciani. Entrambi saranno nel Pdl di Lido Fava.  Scontata lunedì sera la nuova fumata nera in consiglio comunale l'elezione del presidente. L'unica novità rispetto al passato è che si è votato per non votare. La seduta si è infatti aperta con la richiesta di Fava di non procedere con le operazioni di scrutinio e di rimandare l'argomento alla prossima seduta. Una richiesta che non è stata motivata, ma è stata comunque posta all'attenzione dell'aula con i rappresentanti del Pdl che hanno interpellato la segretaria comunale chiedendo conforto sull'argomento, mentre l'opposizione che ha chiesto che almeno dalla maggioranza arrivasse una spiegazione plausibile. Alessandro Tambellini ha annunciato un ricorso al prefetto al quale manderà la registrazione della seduta: «Si deve votare fino allo sfinimento, finché non si trova l'accordo su un nome».  Per eleggere il presidente però c'è tempo fino al 4 novembre e il centrodestra sembra intenzionato a prenderselo tutto. Da nominare restano fra l'altro anche i nuovi presidenti delle commissioni urbanistica e lavori pubblici. Ma nemmeno per quelle il Pdl ha scelto. Dovrà intervenire Favilla anche in questo caso?

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