Il Tirreno

Lucca

Mordini, garibaldino e deputato

dal nostro inviato
La presentazione romana delle opere letterarie (foto Para)
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La presentazione romana delle opere letterarie (foto Para)

Sta per uscire il libro di Marcucci edito dalla Maria Pacini Fazzi

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 ROMA. Uscirà nei primi mesi del 2011 il libro del senatore Andrea Marcucci sulla figura di Antonio Mordini, il cittadino barghigiano che fu stretto collaboratore di Garibaldi e poi parlamentare del Regno d'Italia. Una figura di rilievo nella storia e nelle politica del Risorgimento italiano.  Una figura di primo piano ma alla quale non è mai stato dato il giusto risalto. Il caso ha voluto che Marcucci (45 anni, laureato in scienze politiche, al secondo mandato da parlamentare: nel 1992 per il partito Liberale, nel 2008 eletto nelle liste del partito Democratico, mentre dal 2006 al 2008 è stato sottosegretario al ministero per i Beni culturali), già appassionato di storia del Risorgimento, abbia "incontrato" la figura di Mordini nel suo contesto familiare. Il parlamentare barghigiano infatti è il bisnonno della moglie del senatore, Marianna Mordini. E a palazzo Mordini, a Barga, esiste un archivio, recentemente riordinato, che contiene una documentazione vastissima sulla vita del collaboratore dell'Eroe dei due mondi, da lui nominato prodittatore della Sicilia. Carteggi, anche con Garibaldi (per larga parte ricopiati dal figlio di Mordini), documenti e fogli di informazione dell'epoca: una fonte storica senza eguali per ricostruire uno spaccato del Risorgimento anche relativo a Lucca e alla Valle del Serchio.  «L'idea di scrivere un libro su Mordini - racconta Marcucci - risale al periodo in cui ero sottosegretario al ministero dei Beni culturali». Parte quasi cinque anni fa, quindi, il lavoro di ricerca sull'uomo Mordini e sulle sue vicende personali e politiche. Molto giovane, abbracciò gli ideali rivoluzionari, ricostruisce il senatore Marcucci. E da Barga decise di andare a studiare a Firenze, dove le pulsioni rivoluzionarie erano più forti. Ma la famiglia lo osteggiava, disapprovando il suo orientamento politico: avrebbe preferito che studiasse a Pisa in un clima meno infuocato. Ma Mordini partì per il capoluogo toscano e si spostò continuamente per l'Italia, inseguendo il suo sogno di unità del Paese e quindi incontrando sulla sua strada i maggiori personaggi dell'epoca, Garibaldi in primo luogo. Di Mordini (poco amato a Lucca, al centro di polemiche quando gli fu conferita la cittadinanza onoraria della città) Marcucci ha cercato di esaltare, nel libro che uscirà a breve (per le edizioni di Maria Pacini Fazzi, dove la bozza, già corretta, è pronta per la stampa) «la modernità, il dinamismo, la sua disponibilità a partire in ogni momento. La sua storia contiene dati molto attuali e racconta anche come la sinistra risorgimentale cercò di andare alla guida del paese. Mordini aveva abbracciato un nascente terzo partito, della sinistra riformista del governo, al quale aderirono fino a sessanta parlamentari. Ma il progetto fallì perché Mordini supportò le decisioni del governo della destra storica in merito alla riforma dell'istruzione». Barbara Antoni  

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