Finanza
«Messaggi offensivi»
Si scatena il popolo di Facebook
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LUCCA. Il via l'ha dato Letizia Bandoni, assessore comunale. Domenica scorsa sul suo sito Facebook, ha scritto: «Sono senza parole», riferendosi agli slogan pubblicitari della Gesam che aveva appena visto. Da lì un fiume di prese di posizione, tutte critiche. Alcune articolate, altre lapidarie. C'è chi li definisce patetici, chi terrificanti, chi offensivi. Qualcuno addirittura vuole cambiare gestore per protesta. Riportiamo i commenti in sequenza, omettendo nomi e cognomi per rispetto della privacy. Il primo a rispondere all'assessore Bandoni è un uomo che scrive: «Una campagna pubblicitaria di dubbio gusto». Gli fa eco una donna con il suo «Orribili, concordo con te». E il primo commentatore a sua volta: «Eppure è una grande azienda, peccato che non darebbero mai spazio a giovani per curare la loro immagine... e puntano sul fare scalpore... bah». A questo punto interviene una donna che cita anche la sua esperienza: «Se poi c'è una società che ci ha fatto impazzire per la casa nuova è proprio quella. Ci vado sì, ma con la sciabola!!». Altro scambio di opinioni tra due uomini. Uno scrive: «Una frase detta da Cristo che viene usata per una pubblicità, credo che abbia l'effetto opposto». L'altro argomenta così: «Diciamo che da un punto di vista pubblicitario, volendo cioè far parlare di loro, hanno pienamente raggiunto l'obiettivo, non fosse che forse un'azienda municipalizzata e a capitale anche pubblico, probabilmente dovrebbe avere una sensibilità diversa..». Arrivano ora le frasi lapidarie, in sequenza: «Sono patetici», a scriverlo è una donna. «Sono terrificanti», invece, è di un uomo. «Sono offensivi», ancora una donna. Seguono: «Sarei curioso di conoscere il responsabile marketing, sono davvero una cosa inconcepibile» e «Assolutamente inopportuni». Infine a pensare a qualche forma di protesta è una donna, che scrive: «Stamani per protesta non ho acceso il riscaldamento. Che altri gestori ci sono?». Poi subito dopo invita anche gli altri: «Sarebbe da cambiare gestore inviando lettera dettagliata dove si spiega che non ci esalta il fatto che spendano così i soldi che gli diamo». P.T.
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