Sicurezza
Forza Lucca ha ritirato ladesione allordine del giorno contro lassessore
Buonriposi, no alla censura
A.P.
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Lassessore comunale alla pubblica istruzione Donatella Buonriposi Non passa la mozione dell'opposizione sul caso mensa
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LUCCA. Non passa la mozione di censura presentata dal Pd e dalla Federazione della sinistra nei confronti dell'assessore all'istruzione Donatella Buonriposi. Un epilogo che era già nell'aria da tempo per la questione delle mense scolastiche e che si poteva già dare per scontato da un paio di settimane, dal momento in cui si sono riaperti i canali di dialogo tra il sindaco e Forza Lucca. Così Forza Lucca ha ritirato l'adesione all'ordine del giorno di censura all'operato dell'assessore sostituendolo con uno molto più morbido presentato assieme al resto della maggioranza in cui si impegna la giunta a presentare per il 31 marzo alle commissioni consiliari sociale e cultura "una relazione contente i dati sull'andamento del servizio mensa, sia riguardo alla qualità dei pasti, sia al parere degli utenti e delle famiglie, sia ai dati contabili". Un documento approvato con i voti del centrodestra e l'astensione dell'opposizione che per il momento mette la parola fine a una questione che ha messo a dura prova i rapporti all'interno della maggioranza con minacce reciproche di querele tra il capogruppo di Forza Lucca Maurizio Dinelli e l'assessore Buonriposi. Assessore che tra l'altro lunedì sera non era nemmeno presente in consiglio comunale e si è giustificata con una missiva indirizzata al sindaco e alla presidenza del consiglio in cui chiedeva l'esonero dalla presenza in aula in modo che tutti si sentissero liberi di esprimersi liberamente. Più che di problema risolto bisogna parlare però di criticità sorpassata perché lo stesso Dinelli ha chiarito che quella attuale non è una maggioranza politica ma amministrativa e che al suo gruppo continua a non piacere l'atteggiamento dell'assessore ma avrebbe votato contro la censura per rispettare un accordo di maggioranza con il sindaco. Così il voto contro l'assessore è saltato con 11 sì, 22 no e 2 astensioni. E se nella maggioranza le posizioni sembrano essersi appianate, non è cambiato niente per le 6mila famiglie che si trovano a confrontarsi con le mense comunali. «L'utenza a giugno si è trovata in confusione ricevendo lettere e disdette a proposito del futuro del servizio - spiega Maria Teresa Leone (Pd) -. Ora nelle scuola ci sono i moduli da riempire e le famiglie non hanno la possibilità di reperire la documentazione per compilarli entro il 30 ottobre. Così, mentre l'amministrazione annuncia che gli uffici sono a disposizione per dare una mano, gli appuntamenti vengono fissati per la prima settimana di novembre, ben oltre i termini di scadenza. Il rischio è che la maggioranza delle famiglie sarà costretta a pagare la tariffa piena perché non è stata in grado di avere i propri dati a disposizione e questa è una grave mancanza di rispetto nei loro confronti».
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