Finanza
Bufera sulla campagna Gesam
Paola Taddeucci
Contestati gli slogan che fanno riferimento al Signore
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LUCCA. È polemica per la campagna pubblicitaria della Gesam Gas che sui manifesti ha adottato citazioni bibliche e parafrasato alcuni riferimenti a Dio. Da più parti - diocesi in testa - si contesta che vengano usati a fini di lucro chiari e indubbi riferimenti al Vangelo. Ecco alcuni degli slogan dell'azienda, comparsi sui manifesti in diverse zone della città, oltreché sulle pagine dei quotidiani: «Lui li fa, Gesam li accoppia»; «Dacci un assegno della tua presenza»; «Lasciate che i clienti vengano a Gesam»; «A chi crede, Gesam provvede». Frasi che stanno suscitando critiche a non finire da parte di numerosi cittadini, che si dicono offesi, e sulle quali la diocesi non è stata per niente tenera, come testimonia l'intervento di Lucio Malanca, segretario dell'arcivescovo e parroco di San Martino in Vignale, che riportiamo integralmente in basso nella pagina. La Gesam Gas chiede scusa, ritenendo tuttavia di non aver offeso il sentimento religioso con le frasi usate nella campagna pubblicitaria. E, in qualche modo, contrattacca. Ecco il comunicato dell'azienda: «Siamo dispiaciuti che ci sia qualcuno che, al di là dell'apprezzamento o meno di una campagna di comunicazione che ha fra i suoi obiettivi quello di richiamare l'attenzione, veda nei nostri manifesti elementi che offendono la sensibilità di chi crede. «La nostra intenzione - prosegue il comunicato - non è stata, né poteva esserlo, quella. La storia del gruppo Gesam e la sua azione quotidiana dimostrano esattamente il contrario. In ogni caso, pur ritenendo che l'utilizzo di quelle frasi e la composizione del messaggio siano molto rispettose del sentimento religioso che da sempre è una caratteristica determinante della società lucchese, chiediamo scusa a quelle persone che hanno avuto questa impressione. «Dispiace constatare - conclude la Gesam Gas - che tale attenzione mediatica non sia stata riservata a chi da mesi cerca di sottrarre clienti in modo da costringerci a rivolgerci alla magistratura e che, di fatto, ci ha costretto a adottare le contromisure di una campagna comunicativa molto intensa». Gli slogan non sono piaciuti nemmeno all'assessore comunale Letizia Bandoni che domenica scorsa, sul suo sito Facebook, ha lanciato una discussione che ha avuto un coloritissimo seguito di commenti, dei quali vi diamo conto a fianco. L'assessore si trova in una posizione delicata, essendo la Gesam una società del Comune (costituita nel 1995 sulla preesistente municipalizzata). «Ma io - sostiene Bandoni - non ho fatto alcuna critica, mi sono limitata a esprimere un mio parere come cittadina. Se volevo fare critiche a livello istituzionale, certamente avrei scelto altri canali, non quello di Facebook. «Tuttavia - prosegue l'assessore -, non ho alcuna intenzione di sollevare il problema. Le scelte in merito alla pubblicità sono della stessa società, io non vado a mettere il becco nelle sue decisioni, ci mancherebbe». A suo giudizio, quindi, non c'è il rischio di alcun incidente diplomatico. «Ho solamente osservato quella pubblicità - conclude l'assessore - e ho notato che c'è un grande interesse. Il mio intento era condividere il pensiero, tutto qui».
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