Il Tirreno

Lucca

Un altro rinvio per il presidente

Marco Innocenti
Un altro rinvio per il presidente

Il Pdl evita il braccio di ferro con l'Udc e ora cerca una mediazione

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 LUCCA. Dovrà essere il sindaco a cercare una difficile mediazione per evitare una nuova, insanabile spaccatura nella maggioranza di centrodestra che regge la sua giunta. Il ricorso all'esperienza di Mauro Favilla è parso inevitabile, ieri pomeriggio, per evitare che la sera il voto per eleggere il nuovo presidente del consiglio diventasse un altro scontro devastante, stavolta tra Pdl e Udc. Nel partito di maggioranza c'era inizialmente la voglia di mostrare i muscoli, ritenendo di aver ceduto già troppo accettando di perdere un assessore (Luca Leone) in giunta per fare spazio ai due nuovi entrati di Forza Lucca. Assolutamente - ed è stato confermato anche ieri - non c'è adesso alcuna disponibilità a cedere all'Udc, che lo reclama in base ai numeri dei gruppi consiliari, né il posto di vicesindaco, né quello di presidente del consiglio.  Ma al tempo stesso si è convenuto, nel Pdl, che la situazione non consente ulteriori strappi e lacerazioni e che a questo punto è necessario cercare prima una mediazione, favorita dalla morbida posizione dell'opposizione di centrosinistra disposta ad attendere che il centrodestra abbia trovato il faticoso accordo sul nome senza nulla obiettare.  Di qui la decisione di non procedere all'indicazione del nominativo da portare al voto del consiglio e di organizzare nuovi incontri, intanto con il sindaco, per trovare possibilmente la persona che possa mettere tutti d'accordo, Udc compreso.  «Penso che i numeri per eleggere il nostro candidato li avremmo avuti anche senza il contributo dell'Udc - dice Lido Fava, capogruppo del Pdl - ma abbiamo convenuto che fosse più utile e opportuno rinviare la pratica, nella speranza di trovare una soluzione condivisa che ricompatti definitivamente la maggioranza ed eviti altri strascichi e ritorsioni nell'azione successiva della giunta. Con il contributo del sindaco cercheremo, e sono certo che troveremo, la figura che possa ottenere il consenso di tutta la maggioranza».  Su un punto Fava non ha dubbi: «Sarà un esponente del Pdl». Ma qui, stando ad altre fonti del centrodestra, potrebbero cominciare i problemi perché pare proprio che non sia affatto scontato un accordo nel partito di maggioranza sul nome da proporre. Si parla di Fabrizio Petri o Franco Fabbri, ma decisioni non ce ne sono e l'impressione è che si punti a far togliere le castagne dal fuoco proprio al sindaco Favilla.  Del resto che nel Pdl non sia semplice trovare convergenze sui nominativi da proporre per qualche incarico arriva conferma anche dalle situazioni nelle commissioni consiliari che hanno perduto i presidenti, Marco Modena e Benedetto Stefani, entrati in giunta.  Ancora il partito di maggioranza non ha presentato le persone che dovrebbero prenderne il posto: tutti si fanno avanti, ma nessuno si tira indietro. I consiglieri attendono di vedere intanto chi sarà il prescelto per la presidenza del consiglio comunale e quale esito darà questo voto. Solo se esclusi da quella carica, per ripiego, potrebbero puntare con decisione sulla presidenza di una commissione. Sempre meglio che niente. Sembra proprio che all'origine di tutti i problemi ci siano ancora le poltrone.

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