Sicurezza
Allarme per la floricoltura che segna il passo
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La produzione floricola locale alla mostra di S. Zita Segnali preoccupanti anche per la ricorrenza dei defunti
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LUCCA. Segnali preoccupanti anche per la ricorrenza dei defunti. La floricoltura segna il passo. «Si preannuncia un calo di vendite di fiori recisi - dicePiero Tartagni, presidente della Cia - una stagnazione dei prezzi e il contemporaneo aumento dei costi. Per cui i conti non tornano. Le nostre aziende floricole da tempo stanno aspettando segnali concreti che possano dare un po' di ossigeno ad un settore in crisi profonda. Ad esempio sull'accisa sul gasolio. I costi energetici con la soppressione della agevolazione sull'accisa, sono diventati insopportabili ed hanno comportato sia riconversioni colturali che la dismissione di coltivazione in serra. Stiamo andando incontro ai mesi freddi senza aver risolto la questione. Anche nel recente incontro, il ministro Galan non è andato oltre le generiche assicurazioni di interessamento. Questo non basta più. In 5 anni la produzione di fiori recisi è calata del 26%, con una perdita di oltre mille ettari a livello nazionale, specialmente in culture protetta. Occorrono misure economiche a sostegno del settore per fermare questa emorragia». Concorrenza sleale sui mercati, mancanza di regole, delocalizzazione in paesi a bassissimo costo di manodopera con tanto di facilitazioni e sostegni, affermazione di monopoli logistici concorrenti. Tutti elementi che debbono essere affrontati con un progetto per la floricoltura italiana. «La floricoltura del distretto Lucca-Pistoia rappresenta la quasi totalità della produzione toscana - afferma Adelmo Fantozzi, rappresentante Cia nel distretto -. Sono stati presentati documenti in Regione, fatti convegni, costituiti tavoli ma tardano in maniera drammatica atti concreti a sostegno del settore. I mercati locali, Viareggio e Pescia, non riescono ad essere uno strumento di valido supporto per le politiche commerciali e promozionali delle produzioni locali. Non solo, ma nelle condizioni attuali ce la fanno appena a funzionare da piazza coperta. La ricerca non riesce ad avere ricadute concrete sulle imprese. Vogliamo sollecitare gli enti a progettare la floricoltura del futuro, a cominciare dalla Regione». Per un settore che sta andando incontro al punto di non ritorno, serve un progetto specifico. Il prossimo appuntamento è quello regionale dei bandi di filiera, cioè di un intervento a sostegno di tutti gli operatori del settore.
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