Gioco
Poli: «Non è stato cercato alcun accordo politico con noi»
L'Udc non voterà il candidato Pdl per la presidenza del consiglio
M.I.
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LUCCA. L'Udc non voterà il candidato alla presidenza del consiglio comunale che stasera il Pdl si accinge a presentare nella riunione a Palazzo Santini. «Il nostro voto è da sempre vincolato ad un accordo politico, come abbiamo più volte detto al sindaco Favilla - spiega l'on. Nedo Poli -. Al momento non mi risulta che nessun esponente dell'Udc sia stato contattato per discutere l'argomento. Se il Pdl ritiene di avere i numeri per eleggere comunque il suo rappresentante, vada avanti. Ma senza di noi. «È stato il partito di maggioranza a fare tutto: prima a sfiduciare il presidente Agnitti, poi a minacciare la crisi, e ora a cercare di imporre un suo candidato. Vogliono fare tutto da soli? Si accomodino. È chiaro però che l'Udc si tiene le mani libere, a partire dagli accordi per le elezioni provinciali». Non pare affatto risolta la situazione che impedisce al consiglio comunale di avere un nuovo presidente. Già sarà complesso, per il Pdl, scegliere oggi un candidato tra Franco Fabbri e Fabrizio Petri. E a rischio pare anche la possibilità di avere almeno 21 voti per eleggerlo. Nel segreto dell'urna potrebbero far mancare il loro suffragio anche esponenti di maggioranza che ancora non hanno abbandonato l'idea di affossare la giunta Favilla per andare al voto in primavera. E non c'è da giurare che sia così scontato il voto di esponenti come Giorgio Mura e addirittura del centrosinistra, che dovrebbero garantire il quorum. A Palazzo Santini c'è anche chi ipotizza che l'Udc non solo non voterà il candidato del Pdl: potrebbe arrivare a proporne uno del suo gruppo, su cui potrebbero confluire i voti del centrosinistra e forse di qualche franco tiratore del centrodestra. I venti di crisi insomma non sono stati definitivamente allontanati. In questo clima, il sindaco valuta come ridisegnare le deleghe da assegnare agli assessori. Per dare visibilità ai due nuovi (Marco Modena e Benedetto Stefani) gli altri dovranno cedere parte dei loro compiti.
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