Il Tirreno

Lucca

L’organizzatrice della manifestazione: nessuna intenzione di danneggiare i pubblici esercizi

Bar chiusi per la maratona

Barbara Antoni
Un commerciante vende crêpes dal suo stand a Lucca Marathon
◗
Un commerciante vende crêpes dal suo stand a Lucca Marathon

Per bere un caffè si doveva andare in via Beccheria

2 MINUTI DI LETTURA





 LUCCA. «Vogliono il monopolio della piazza e poi stanno chiusi il giorno della manifestazione». Standisti e organizzatori di Lucca Marathon replicano duramente ai pubblici esercizi che ieri avevano protestato perché sotto i tendoni della maratona, oltre che stand collegati allo sport, ce n'erano che somministravano panini, dolciumi o che sfornavano fumanti crêpes al cioccolato.  Fin da ieri mattina, piazza Napoleone - con i maratoneti che si cominciavano a radunare in vista della partenza (prevista alle 9, quindi la piazza era animata già molto prima) - si caratterizzava per essersi svegliata con i bar chiusi. Saracinesche abbassate, vetrine spente: trovare un posto per un caffè o per fare colazione implicava di fare una breve passeggiata fino a via Beccheria o a piazza San Michele, dove alcuni esercizi erano invece aperti.  Serrata? Protesta? Turno di chiusura in massa? Secondo gli organizzatori della maratona, la realtà è che «siamo proprio in tempi di crisi. I commercianti lucchesi non perdono l'occasione di prendersela anche con gli organizzatori di eventi importanti come la Marathon. Vogliono il monopolio di tutto ottenendo anche poco: domenica mattina (ieri, per chi legge, ndr) tutti i locali in piazza Napoleone erano chiusi, quindi non potevano soddisfare le esigenze dei partecipanti alla Maratona», continua la replica.  Se fra i cinquanta stand sotto la tensostruttura della Maratona c'erano anche espositori della categoria alimentare è perché «abbiamo privilegiato di organizzare un'expo che non fosse settoriale ma che fosse in grado di coinvolgere e di offrire qualcosa di gradevole a tutta la cittadinanza - dice Debora Doroni, titolare della agenzia "D&D Eventi" che ha organizzato l'expo -. Quello che abbiamo organizzato era un punto fieristico come tanti del Settembre Lucchese. Tra gli stand non figuravano né bar né ristoranti, solo vendite di panini o poco più. Non era nostra volontà danneggiare i commercianti. Lo sono anche io, che ho un negozio di fiori, e so cosa significa stare di là dal bancone. Addirittura, era nata l'idea di fare un pasta party a fine manifestazione ma io ho detto di no per non danneggiare i pubblici esercizi».  Il fatto che poi ieri mattina i pubblici esercizi sulla piazza siano rimasti chiusi, viene ulteriormente criticato dall'organizzatrice. «Se si predica bene si dovrebbe razzolare bene - dice Doroni -. Invece se non ci fossero stati i punti ristoro degli stand cosa avrebbe offerto la piazza di domenica? Niente. Ecco perché si fanno gli expo. Oltretutto tra i nostri standisti c'era l'eccellenza a livello provinciale e regionale».

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

La manifestazione

Firenze, oltre 2.000 studenti in corteo: «Se ci togliete il futuro noi vi blocchiamo il presente»

di Redazione Firenze