Sicurezza
Gli autoconvocati difendono la propria scelta
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Uno striscione contro la scelta dei Poderacci «La zona ex Forte, lontana dalla case, può essere recuperata urbanisticamente»
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CAPANNORI. Il tavolo degli autoconvocati difende la propria proposta di fare il compostaggio nell'area ex Forte e precisa di non voler chiedere la rimozione del vincolo archeologico. Il tavolo elenca i vantaggi della soluzione proposta. Il sito «è lontano dai centri abitati all'incirca di una distanza doppia rispetto a quello alla Lista/Poderacci, ma anche di tutti gli altri siti individuati dallo studio di Ambiente Italia commissionato dalla Provincia; è vicinissimo al casello essendo proprio lungo l'autostrada incastrato tra il cavalcavia e lo svincolo; è di fianco al depuratore ad una distanza di un centinaio di metri, quindi l'impianto può essere collegato al depuratore per le necessarie e auspicabili sinergie». Secondo il tavolo, ci sono altri vantaggi. Il sito «è inserito tra autostrada e capannoni industriali in una zona compromessa e non recuperabile ad un uso agricolo ed è quindi coerente con l'impostazione del piano strutturale e del regolamento urbanistico del comune di Capannori. Rappresenta un buon esempio virtuoso di recupero/risanamento di un'area industriale dismessa, non si consuma nuovo suolo agricolo. Qualora la superficie attuale non risultasse sufficiente per l'impianto si renderebbe necessario reperire una ulteriore superficie, che andrebbe individuata nelle aree limitrofe, nel rispetto dei vincoli esistenti e dei ricorsi pendenti. È possibile andare anche in altezza con i silos essendo in una zona dove ci sono i nuovi capannoni della Sca già molto alti e le due ciminiere della centrale Sondel che non sono visibili da Capannori e nemmeno dalla Romana. Non si trova nel cono di atterraggio della pista dell'aeroporto perché è a sud dell'autostrada». Infine, il sito si presta «a soluzioni di sistema e di sinergia ottenuti collegando il compostaggio e il depuratore con risultati economicamente vantaggiosi sia per l'impianto di compostaggio che potrebbe ridurre le dimensioni dell'impianto e l'occupazione di suolo, sia per il depuratore che potrebbe risolvere il problema annoso dell'assenza, nel depuratore di Casa del Lupo, di tecnologie di trattamento dei fanghi che vengono trasportati da un migliaio di camion risolvendo anche il disagio dovuto alla puzza dei fanghi non essiccati che riempiono i container sui piazzali».
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