Il Tirreno

Lucca

A lezione in piazza S. Frediano

Nadia Davini
Gli studenti in piazza San Frediano
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Gli studenti in piazza San Frediano

Anche i docenti seguono la mobilitazione degli studenti

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 LUCCA. La trigonometria spiegata sotto la facciata di San Frediano. Shakespeare che riecheggia da parte a parte della piazza: l'istruzione scende per strada e le lezioni per gli studenti lucchesi diventano accessibili a tutti. Così in piazza San Frediano non ci sono solo alunni, ma anche passanti, curiosi e ciclisti.  Matematica, inglese, storia. Insomma la protesta non si ferma e anche ieri la contestazione studentesca si è fatta sentire. Lezione in piazza di due ore. Poi blocco del traffico alla stazione. Striscioni e megafoni a portata di mano. C'è chi fa volantinaggio. Chi organizza il gruppo. Chi fotografa. E chi tiene contatti con la stampa. Tutti presenti, i ragazzi lucchesi: istituti tecnici, scientifico, classico, scienze sociali e socio psico pedagogico, geometri, agrario e professionali. «Non rinunciamo all'istruzione siamo in piazza a far lezione».  Chiaro e immediato; gli studenti utilizzano messaggi semplici, comprensibili a chiunque, per una mobilitazione che ha l'obiettivo di durare il più a lungo possibile. Nel mirino i tagli e il decreto Gelmini, la mancanza di fondi e la riforma della scuola superiore. «Prima siamo andati in piazza San Frediano - spiegano gli alunni del Vallisneri -, dove tre professori di scuola hanno tenuto una lezione all'aperto. Anche i docenti sono colpiti dai tagli governativi e quindi protestano insieme a noi».  Poi tutti alla stazione per bloccare il traffico (attraversando la strada in continuazione e in buon numero sulle strisce pedonali) per dieci minuti. Più di cento ragazzi fermano le macchine, distribuiscono volantini agli autisti (piuttosto indispettiti) e spiegano i motivi della protesta con megafoni e striscioni. «Ci siamo trovati in un bel gruppo - raccontano gli studenti delle varie scuole lucchesi -. E abbiamo deciso di bloccare il traffico per dieci minuti. Come a dire: ci bloccate il futuro? Benissimo, noi vi blocchiamo la città». E non sono mancati momenti di tensione: da una parte le macchine che volevano passare ad ogni costo (rischiando di investire i ragazzi) e, dall'altra, polizia e Digos che cercavano di allontanare gli studenti.  «Non c'era niente di autorizzato - continuano i manifestanti -. L'idea era proprio quella di riprenderci per diversi minuti la strada e gli spazi. È andata bene l'iniziativa, anche se ci sono stati attimi di tensione. Prima una macchina che voleva passare per forza rischiando di investire alcune ragazze che stavano manifestando. Poi ha scavalcato lo spartitraffico e ha percorso un tratto di strada contromano. Ma non è intervenuto nessuno. Un momento dopo, però, un ragazzo è stato portato nella macchina della Volante, solo perché aveva detto qualcosa all'autista pirata. Stessa sorte per altri due ragazzi».  Intanto prosegue lo stato di agitazione nelle varie scuole: oggi è l'ultimo giorno di autogestione per gli studenti dell'Isi "Machiavelli" (classico e scienze umane), dell'Itis, del "Civitali" e del "Giorgi". Seconda notte di occupazione, invece, per i ragazzi del "Vallisneri", che decideranno nelle prossime ore come muoversi.  È fissata per domani l'assemblea generale del mondo della scuola. Studenti e lavoratori (insegnanti, bidelli, personale di segreteria) si incontreranno alle 17,30 a Palazzo Ducale per organizzare la manifestazione del 30 ottobre. Insomma la mobilitazione è condivisa.

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