Proteste
Turismo, più coordinamento
Nicola Nucci
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Turisti in città e il prof. Capocchi Il direttore di Campus invita a puntare sull'identità del territorio
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LUCCA. Il futuro del turismo lucchese è nella differenziazione dell'offerta, in un migliore coordinamento degli eventi e nella salvaguardia dell'identità storica e culturale della città. Ecco le carte vincenti per attrarre visitatori (anche da nuove nazioni) affascinati dalle bellezze artistiche e dalla qualità della vita che si respira a Lucca. A sostenerlo è il professore lucchese Alessandro Capocchi, docente universitario alla Bicocca di Milano e direttore scientifico della Fondazione Campus Studi sul Mediterraneo, scuola universitaria di alta formazione per il turismo. Il turismo lucchese è in buona salute? «L'analisi dei flussi turistici nella Provincia evidenzia un trend migliore rispetto alla media nazionale sia per quanto concerne il tasso di occupazione e sia per le performance economiche in termini di ricavi medi. Una buona annata». Quali sono i principali paesi di provenienza degli ospiti? «Si sono difesi bene gli stranieri, con un incremento delle presenze di francesi ed olandesi. Bene anche gli italiani«. Quali sono i pregi del turismo lucchese? «La nostra città mantenendo una forte identità riesce ad attrarre ancora un turismo ad alto valore aggiunto e di qualità». E i difetti? «Il coordinamento. Non tanto a livello istituzionale, quanto a livello di operatori ed attori non istituzionali per la programmazione delle numerose attività ed eventi. E poi bisogna investire in formazione perché i flussi turistici cambiano molto velocemente». Quali sono le risorse della città sulle quali bisogna puntare? «Lucca deve conservare la propria identità ed avere il coraggio di scegliere le tipologie di turismo su cui puntare le proprie strategie future. Oggi tutti i dati anche economici dimostrano come per fare turismo di qualità si debba differenziare l'offerta rispetto alle destinazioni vicine e concorrenti. E Lucca ha tutto, oltre all'ottima posizione geografica e la vicinanza all'aeroporto di Pisa. Lucca merita l'attenzione mediatica perché è una città ad altissimo potenziale turistico e soprattutto è una città a valore aggiunto». Da più parti si sostiene l'importanza di calendarizzare gli eventi. «Uno dei problemi principali è l'estensione del periodo di permanenza del turismo sul territorio. È indubbio che l'overbooking di offerta non serve. Serve piuttosto una pianificazione degli eventi per poter vivere di molti turismi lungo tutto l'anno. Lucca può ancora fare molto: penso ai temi dell'accessibilità, della sostenibilità e dei servizi rivolti ai turisti». Si parla di rilancio delle Mura: lei ha una proposta? «Penso ad una maggiore valorizzazione del verde urbano, come l'Orto Botanico, in chiave educational per bambini e giovani. Le nostre Mura e gli spazi circostanti sono una cornice fantastica per percorsi formativi rivolti alle scuole. So che l'assessore Bruni è molto interessato». Il riconoscimento Unesco come capitale della via della Seta è un'ipotesi fattibile? «Assolutamente si. Nella storia i lucchesi hanno esportato il commercio ovunque ed il recupero di questo bellissimo patrimonio è sicuramente un'importante iniziativa».
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