Il Tirreno

Lucca

Pirata informatico s’inserisce nella home banking di un negozio di coiffeur

Truffa on line, via 7000 euro

Aumentano le truffe on line
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Aumentano le truffe on line

Il prelievo dopo aver violato password e codici d'accesso

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 LUCCA. Approfittando di un virus in rete è riuscito ad inserirsi nel programma home banking installato sul pc di un negozio di parrucchiera all'Arancio e ha eseguito a suo favore due bonifici bancari per complessivi settemila euro togliendoli dal conto corrente dell'esercizio commerciale. Ma i carabinieri di San Concordio, dopo una serie di accertamenti, sono riusciti a smascherare il pirata informatico: un operaio di 47 anni residente a Torino che è stato indagato dalla procura della Repubblica con l'accusa di frode informatica. L'episodio risale a luglio scorso quando il computer del negozio di parrucchiera andò in tilt e per un paio di giorni s'interruppe il collegamento a Internet. Una volta riparato il sistema di navigazione in rete i responsabili dell'esercizio commerciale si accorsero che qualcuno attraverso il web era riuscito ad impossessarsi della password e dei codici d'accesso al programma home banking installato per effettuare bonifici e pagamenti a dipendenti, clienti e rappresentanti del negozio di coiffeur. Dai controlli emersero due misteriosi pagamenti per oltre settemila euro con beneficiario un illustre sconosciuto residente nel capoluogo piemontese. I carabinieri di S. Concordio, subito avvertiti, iniziarono le indagini e l'operaio torinese individuato si sarebbe difeso raccontando di aver conosciuto in chat una bella ragazza del Kazakistan che gli avrebbe fornito password e coordinate bancarie per effettuare, per suo conto, due pagamenti on line. Dai controlli dei militari parte di quel denaro (poco meno di 5mila euro), una volta succhiato dal conto intestato al negozio di parrucchiera, sarebbe stato girato dall'operaio attraverso il money transfert Western Union (azienda statunitense di servizi finanziari e di comunicazione) in Kazakistan. All'operaio, stando all'accusa, sarebbero rimaste circa 2mila 500 euro. Soldi spariti anche dal suo conto personale.

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