Finanza
Manca la democrazia
N.D.
I dirigenti accusano l'assessore
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LUCCA. È questa la democrazia? Con questa domanda retorica i dirigenti scolastici di primo, secondo, terzo, quarto, sesto, settimo circolo didattico e delle scuole medie "Chelini-Da Vinci" e "Del Prete Mutigliano" commentano la decisione dell'assessore comunale Donatella Buonriposi di presentare alla conferenza zonale la proposta della creazione degli istituti comprensivi a Lucca. Atteggiamento ritenuto "inspiegabile" e privo dell'iter normale, «vale a dire senza aver utilizzato la via del dialogo, della discussione e della decisione condivisa. Ancora più sconcertante - dicono i dirigenti - il fatto che l'assessore sia venuta meno a quanto previsto dalla normativa regionale in materia di educazione, istruzione, orientamento e formazione. Il testo infatti dice che la conferenza zonale per l'istruzione, previa concertazione con le istituzioni scolastiche autonome dell'infanzia e del primo ciclo, approva i piani annuali zonali di organizzazione». Concertazione, dunque. Quella che sembra mancare. «I dirigenti - continuano - hanno avuto solo una comunicazione secca, verbale, in un breve incontro, senza alcuna possibilità di discutere democraticamente e ragionare sull'iniziativa. In altre province (vedi Arezzo) come in altri comuni della stessa provincia di Lucca, come ad esempio Capannori e Viareggio, i dirigenti scolastici sono stati invitati a discutere ampiamente e per diversi mesi sulle possibili soluzioni, sui tempi e sul metodo di lavoro». "Decisionismo" sorprendente. E silenzio di forze politiche e sindacali "sconcertante". «Oggi siamo preoccupati - concludono i dirigenti - non per i comprensivi, ma per un metodo di lavoro che esclude la scuola, svuota la partecipazione, mortifica le professionalità. Questa è la democrazia che si vive a Lucca? Esistono ancora dei garanti della legalità e della partecipazione civile e democratica? Noi continuiamo a confidare nella possibilità che la Provincia, l'Usp e quanti coinvolti in questa operazione possano valutare la necessità di aprire un tavolo di discussione costruttivo per arrivare a soluzioni condivise e positive per tutti».
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