Il dolore
Fermati i lavori allo Steccone
Alessandro Petrini
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Lavori fermi allo Steccone Misura cautelativa dopo gli esposti del Laboratorio di urbanistica
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LUCCA. Fermi i lavori allo Steccone di San Concordio. Da oltre venti giorni quindi non c'è più alcuno scavo o gettata di cemento. La causa è un'ordinanza di sospensione del 1º ottobre firmata dal dirigente del Comune Mauro Di Bugno, un atto cautelativo che apre una fase istruttoria e dà 60 giorni di tempo alla Polis per presentare un ricorso al Tar. Sono due le irregolarità riscontrate rispetto al progetto originale: la prima è una lieve modifica nel posizionamento dei pilastri per il parcheggio sotterraneo che comporterà la diminuzione della superficie utile interna con una conseguente diminuzione di 350 metri quadrati di parcheggio e 28 posti auto in meno; la seconda un sospetto abuso edilizio con un livellamento di un area di 650 metri quadrati posta lungo via della Formica predisposta per il parcheggio, mentre nei piani doveva essere un'area a verde. Due irregolarità che comunque non dovrebbero fermare a lungo i lavori nel cantiere visto che nel primo caso si procederà con una variante del progetto, mentre nel secondo è stato avviato un procedimento amministrativo che si concluderà con una multa ai sensi della legge regionale sull'urbanistica e con l'obbligo di rimuovere il bitume e di ripristinare il verde. A sollevare la questione era stato il Laboratorio di urbanistica partecipata, che il 10 giugno aveva presentato un esposto al Comune e alla polizia municipale puntando l'indice contro il parcheggio realizzato abusivamente. Un'azione che seguiva di una cinquantina di giorni un altro esposto, del 20 aprile, in cui la stessa associazione lanciava l'allarme per un potenziale inquinamento. Tutte questioni che secondo Clara Mei, presidente del Laboratorio, presto saranno all'attenzione anche dei media nazionali. «Per noi lo Steccone è un castello che si è cominciato a costruire dal tetto - prosegue Mei -. L'idea è stata partorita da Ugo Giurlani quando era presidente della Gesam e purtroppo con Giurlani finora è stato impossibile parlare. Il sindaco si era impegnato ad aprire un tavolo per ridimensionare il progetto, ma la proposta non si è mai realizzata». Il progetto è contestato e mal digerito da una parte dei residenti. «L'errore di Polis e del Comune - conclude Antonio Sichi, consigliere della Federazione delle sinistre - è stato quello di non aver aperto per tempo un progetto partecipato con il quartiere. Magari ci sarebbe voluto un po' di tempo in più, ma ora avremmo un progetto migliore e più accettato in cui forse non si sarebbe perso troppo tempo con le volumetrie. Invece si è fatto di tutto per passare attraverso i piani norma per evitare il consiglio comunale e dare ai cittadini l'opportunità di fare osservazioni».
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