Il Tirreno

Lucca

I sindacati: «I cittadini rischiano disservizi. I Comuni proprietari dell’azienda prendano coscienza»

Scioperano Se.Ver.A. e l'indotto

Luca Dini
La sede di Se.Ver.A.
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La sede di Se.Ver.A.

La data: il 3 novembre. Sono 17 i cassintegrati, precari gli spazzini

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 CASTELNUOVO. Lo sciopero dei lavoratori di Se.Ver.A. e delle imprese dell'indotto diventa concreto. La data è stata fissata: è quella del 3 novembre, quando i dipendenti dell'azienda incroceranno le braccia e sfileranno per una manifestazione a Castelnuovo.  Lo sciopero è stato deciso nell'ultima assemblea dei lavoratori con i sindacati di categoria Fp Cgil, Fit Cisl e Uil Trasporti.  Sono diciassette i lavoratori attualmente in cassa integrazione; la cassa terminerà a dicembre. «Scioperiamo per difendere il posto di lavoro e per dare servizi dignitosi ai cittadini della Garfagnana». Inizia così il volantino distribuito dai lavoratori al mercato settimanale di Castelnuovo.  «Dopo mesi di incertezze, i sindaci dei comuni soci di Se.Ver.A spa ci consegnano una società priva di prospettive. I soci non hanno approvato né un piano industriale né un piano di risanamento economico e addirittura non è stato ancora approvato il bilancio del 2009. Le società creditrici mettono in mora l'azienda, mentre le amministrazioni comunali non pagano per i servizi regolarmente prestati e per i quali cittadini hanno pagato le bollette. Nel frattempo - continua il documento di informazione - assistiamo a sterili discussioni sull'inceneritore e sulle modalità di raccolta e smaltimento dei rifiuti solidi urbani senza che vi sia la consapevolezza di ciò che accadrebbe se si rinunciasse ad una gestione unitaria dei servizi ovvero disagi per i cittadini e perdita di posti di lavoro».  Oltre ai diciassette lavoratori in cassa integrazione, viene sottolineata la condizione precaria di chi opera sulla raccolta dei rifiuti.  Una situazione difficile, «con carichi di lavoro ingiustificati, senza rispetto delle norme di sicurezza e senza la garanzia dei diritti contrattuali».  Ecco i motivi dello sciopero al quale aderiscono anche le aziende dell'indotto. «Ormai non c'erano alternative - spiegano Michele Massari della Cgil, Vincenzo Cinquini della Cisl e Simone Marsili della Uil Trasporti -: la decisione è stata assunta ufficialmente nel corso dell'assemblea, dopo che era fallito il tentativo di conciliazione, tentato con impegno e competenza dalla prefettura di Lucca. Deve essere denunciato pubblicamente lo stato in cui versa Se.Ver.A spa e devono essere denunciati i rischi che corrono i cittadini di fronte ai possibili disservizi futuri. C'è bisogno di una maggiore presa di coscienza da parte dei sindaci e degli enti preposti che in definitiva sono i titolari dei servizi e i proprietari di Se.Ver.A spa».  

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