Il Tirreno

Lucca

«Calzaturificio Lenci, risposte nebulose»

Il lavoro in un calzaturificio (foto d’archivio)
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Il lavoro in un calzaturificio (foto d’archivio)

L'on. Mariani critica la risposta del Governo sull'azienda in crisi

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 SEGROMIGNO. «Una risposta nebulosa e burocratica e che non può che destare la nostra preoccupazione».  È il commento dell'onorevole Raffaella Mariani (Partito democratico) alla replica del Governo dopo l'interpellanza urgente rivolta in aula al ministero del lavoro sulla situazione della Lenci Calzature spa di Segromigno, che la deputata ha presentato insieme all'onorevole Gatti e ad altri colleghi del Partito democratico.  L'azienda lucchese si trova in difficoltà nell'applicazione dei contratti di solidarietà (concordata con le organizzazioni sindacali per tutelare l'occupazione) a causa della mancata riduzione dell'ammontare della contribuzione.  «Ci risulta - continua Mariani - che non esistano disponibilità economiche per far fronte a questa forma di sostegno alle aziende: una scelta grave, da parte del Governo, quella di non rinnovare la copertura ad uno strumento tanto importante per salvaguardare l'attività delle imprese e i posti di lavoro. All'esecutivo, che non ha saputo chiarire in che stato versi il fondo in questione e che sembra ostinarsi ad ignorare gli effetti di una crisi che i cittadini scontano tutti i giorni, chiediamo di assumersi le sue responsabilità e di dare una risposta chiara sulle intenzioni di rifinanziare o meno il fondo di decontribuzione, una risposta indispensabile per capire quali siano le prospettive di un'azienda importante per il nostro territorio e dei lavoratori coinvolti». La deputata Pd, che sottolinea «la capacità di coordinamento di chi, a livello locale, istituzioni, sindacati, categorie, ha seguito la vicenda del calzaturificio Lenci», si rivolge a tutte le forze politiche: «È necessario lavorare subito per fare in modo che il Governo torni a finanziare il fondo a copertura della decontribuzione.  «Polemizzare strumentalmente con l'amministrazione provinciale anziché collaborare con tutte le istituzioni di riferimento, Governo centrale in primis, non servirà a quell'impresa e ai suoi lavoratori. Rendiamoci conto in fretta della situazione di emergenza occupazionale che anche Lucca sta vivendo e chiediamo con forza a chi può decidere misure e destinare risorse di farlo senza ulteriori esitazioni» conclude Mariani.

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