Il Tirreno

Lucca

Rabbia e veleni al consiglio sul caso Alce

Claudia Ponziani
Il consiglio comunale aperto a Borgo a Mozzano
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Il consiglio comunale aperto a Borgo a Mozzano

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 BORGO A MOZZANO. Sono gli assenti a monopolizzare la discussione al consiglio comunale aperto sulla vicenda Alce. Suscita polemiche l'assenza preannunciata dell'assessore provinciale Francesco Bambini e dei sindacati Slc Cgil e Fistel Cisl. «È andata persa un'opportunità per aggiornarci, la possibilità di un confronto» dice il consigliere di minoranza Alessandro Profetti. «È un consiglio monco» incalza Emilio Tampucci dei Comitati Ambiente e Salute in un intervento appassionato.  Il consiglio apre con la lettura da parte del presidente Giovanni Landucci del comunicato già apparso sulla stampa di Bambini. «Siamo alla fantapolitica - replica il sindaco Francesco Poggi -. Bambini dice di non condividere i toni e gli argomenti da me impiegati. Ma non credo di aver mai usato toni particolarmente forti o offensivi. Ho solo chiesto informazioni, perché ritenevo, e ritengo, che l'azienda sia in difficoltà. La polemica è eccessiva. Chi segue la vicenda sa che il nostro Comune ha ospitato consigli comunali aperti su diverse questioni. La lettera di Bambini mi sembra inopportuna. Quanto al quesito che mi pone sulla vicenda Lucart - prosegue Poggi - rigiro la domanda al mittente: come il Comune di Borgo, anche l'ente di cui fa parte Bambini ha detto no alla Lucart. Su Alce ci sono un paio di cose da sottolineare. Uno: la valutazione dell'impatto ambientale non è stata portata avanti, e questo aspetto ha meravigliato non pochi commentatori, Matteoli in primis. Due: ricordo che venerdì 15 gli operai hanno chiesto a gran voce un incontro, stanchi dell'immobilismo dell'azienda».  A rappresentare Palazzo Ducale è presente Giovanni Gemignani, presidente del consiglio provinciale. «Il mio ruolo è rappresentare tutte le forze politiche e ascoltare le parti in causa - spiega Gemignani -. Vorrei evidenziare un aspetto fondamentale che distingue la vicenda Lucart da Alce: per Lucart c'era un consiglio comunale, quello di Borgo, contrario; per Alce il consiglio di Bagni di Lucca si è dichiarato favorevole».  Il consigliere Roberta Motroni di "Alternativa per Borgo" ripercorre la storia dell'azienda e afferma: «I lavoratori hanno pagato il prezzo più alto della crisi. L'amministrazione comunale di Bagni di Lucca con il suo placet all'impianto ha firmato una cambiale in bianco all'azienda che non si è mai impegnata formalmente sul mantenimento dei livelli occupazionali». Anche Damiano Simonetti ("Il futuro che vogliamo") si rammarica per il mancato dialogo con l'assessore Bambini. Simonetti, cogliendo una richiesta maturata nei comitati, invita il Comune a costituirsi parte civile contro l'autorizzazione provinciale. È duro l'attacco all'azienda e a Palazzo Ducale di Luca Minghinelli (Comitati Ambiente di Fornoli): «Alce ha creato una situazione di scontro sociale e ha fatto dichiarazioni assurde falsando dati su emissioni e produzione di tannino». Michele Urbano, presidente di Legambiente Lucca, sottolinea come la sua contrarietà non sia rivolta a tutti gli impianti a biomasse ma al caso specifico di Alce. Afferma poi Urbano, mostrando il piano territoriale di coordinamento in vigore: «Nella zona in cui si trova Alce è vietata l'installazione di impianti termoelettrici. Di questo aspetto, nel concedere l'autorizzazione, non è stato tenuto conto».  Poggi propone a Gemignani un consiglio straordinario aperto dei comuni della Valle del Serchio su temi ambientali. «L'idea è in cantiere - risponde Gemignani -, sarà sottoposta ai capigruppo il 26. Va creato un coordinamento tra i sindaci della Valle affinché la politica ambientale sia al primo posto».

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