Attenzione
In cinque a giudizio per la tragica fine di un operaio
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LA TRAGEDIA. Il luogo dellincidente del 16 agosto quando Gerardo Carrasco morì dopo un volo di 7 metri da un ponte mobile mentre toglieva leternit dal tetto delloleificio R.M. di S. Alessio 3 MINUTI DI LETTURA
LUCCA. Il 16 agosto del 2009 precipitò da un ponte semovente mentre lavorava alla rimozione dell'eternit dal tetto dell'oleificio R.M. in via delle Piagge a S. Alessio. Un volo di 7 metri che fu fatale a Gerardo Herman Huaman Carrasco, 53 anni, peruviano residente a Firenze, operaio della Caf (Cooperativa Autotrasportatori Fiorentini). Era ancora vivo e cosciente quando venne soccorso. Tanto che ai volontari del 118 lamentò soltanto un forte dolore alla schiena. Ma al pronto soccorso la situazione precipitò: Carrasco perse conoscenza e morì di lì a poco per le gravissime lesioni interne riportate. Per la morte del lavoratore il giudice dell'udienza preliminare Alessandro Dal Torrione ha rinviato a giudizio con l'accusa di omicidio colposo in violazione di norme anti-infortunistiche cinque persone e due aziende che, attraverso l'articolo 24 septies del decreto legge 231 del 2001, sarebbero responsabili in solido rispondendo eventualmente con il loro patrimonio. GLI IMPUTATI Il processo davanti al tribunale è stato fissato per il 2 dicembre prossimo. Si tratterà probabilmente di un'udienza di smistamento in attesa del dibattimento vero e proprio che inizierà nel 2011. A giudizio sono finiti il rappresentante legale e il preposto della Caf - rispettivamente Mario Gavagni, 49 anni, di Firenze e Andrea Fratini, 35 anni, di Prato - il rappresentante legale e l'amministratore delegato alla sicurezza dell'oleificio R.M. di S. Alessio - rispettivamente Cesare e Umberto Rocchi, di 77 e 72 anni, lucchesi e il coordinatore per la progettazione ed esecuzione dei lavori, l'architetto Roberto Puliti, 61 anni, lucchese. L'ACCUSA Per l'accusa i lavori di rimozione delle lastre di eternit dal tetto e la posa della nuova copertura sarebbero stati effettuati senza che fossero stati previsti, predisposti e collocati i mezzi di protezione per i rischi di caduta dall'alto. Lavori che per la procura erano stati effettuati nell'interesse dell'oleificio R.M. da parte della Caf in maniera da conseguire un notevole risparmio economico. Il motivo? Per l'accusa l'assenza della predisposizione di mezzi di protezione dei lavoratori (una rete sotto l'edificio) comportava per la cooperativa un minore aggravio di spese. LE CONTESTAZIONI A Gavagni la procura contesta anche due contravvenzioni in materia di sicurezza sul lavoro: l'assenza nel piano operativo di sicurezza della valutazione del rischio di caduta dall'alto nella fase lavorativa e la mancanza del ricorso all'uso di ponti sviluppabili e imbracature di sicurezza. A Fratini gli inquirenti contestano la intempestiva segnalazione al datore di lavoro della Caf delle condizioni di pericolo nel cantiere dell'oleificio Rocchi per l'assenza di misure di protezione adeguate. All'architetto Puliti gli investigatori contestano di non aver redatto il piano di sicurezza relativamente ai lavori da svolgersi all'oleifici e di non aver sospeso le lavorazioni appena riscontrata la procedura utilizzata dai lavoratori Caf per la copertura del capannone con pannelli a sandwich.
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