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Lucca

Cancelli chiusi con una catena

Arianna Bottari
Cancelli chiusi con una catena

Al Majorana attaccata anche una foto di Ivan Bogdanov

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 LUCCA. Cancelli chiusi con una catena e, attaccata, una foto di Ivan "il Terribile" Bogdanov, l'ultrà serbo responsabile dei disordini alla partita di calcio Italia-Serbia a Genova. Questa è la scena che si sono trovati di fronte i bidelli e gli studenti del liceo "Majorana" di Capannori ieri mattina, poco prima dell'inizio delle lezioni.  La solita bravata o un "messaggio" da parte dei gruppi di ultradestra ai ragazzi della scuola, da sempre uno degli istituti superiori della Lucchesia fra i più tranquilli e impegnati nel sociale? In attesa di risposte, il preside del Majorana Luigi Lippi ha presentato un esposto ai carabinieri. Gli studenti del liceo, intanto, si dissociano con forza dal gesto.  A parlare sono i tre rappresentanti di istituto, Leonardo Pacini, Erica Garinetti e Tommaso Parducci. E si fanno portavoce di tutti gli studenti del Majorana, di qualsiasi età e colore politico. Al loro fianco il preside Luigi Lippi.  I ragazzi hanno convocato il collettivo studentesco non appena la notizia dell'accaduto si è sparsa. E, a dire il vero, non ci è voluto molto perché si spargesse. In molti, infatti, hanno notato la grossa catena che chiudeva il cancello principale dell'istituto. Ma ce n'era anche un'altra, più piccola, a impedire l'accesso dal cancellino pedonale, quello comunemente utilizzato dagli studenti. Proprio lì, attaccata al cancellino stesso, in bella mostra c'era la foto di Ivan Bogdanov, l'ultrà serbo arrestato a Genova.  «La nostra scuola si dissocia da questo gesto. Noi non siamo così». Queste le prime parole dei rappresentanti di istituto. «È un gesto molto grave rispetto a tanti altri piccoli atti vandalici del passato - proseguono - perché non si tratta di una scritta su un muro, ma di qualcosa di più, che va oltre la semplice catena ai cancelli. Per questo abbiamo immediatamente convocato una riunione dei rappresentanti di classe affinché tutti gli studenti venissero informati dell'accaduto e se ne parlasse in maniera approfondita».  Gli studenti hanno anche effettuato una sorta di indagine interna per verificare la possibilità che il gesto fosse da imputare a qualche "interno". «Siamo sicuri che non sia stato nessuno di noi - confermano i rappresentanti degli studenti - perché non è questo il modo in cui pensiamo e agiamo qui al "Majorana", di qualsiasi colore politico sia il nostro orientamento. La posizione che stiamo pubblicamente prendendo è quella di tutti noi».  Preoccupato anche il preside Luigi Lippi. «Non vogliamo dare troppa importanza a certi gesti, soprattutto non intendiamo enfatizzarli - commenta - qui al "Majorana" diamo sempre la precedenza al dialogo e al confronto. Un esempio importante sono le esperienze di cogestione degli ultimi due anni». Cogestione, non occupazione. "Al Majorana" non si occupa, come confermano gli studenti: «Non occuperemo. Al limite possiamo proseguire con le esperienze di cogestione. In questo modo anche i ragazzi che non condividono la protesta hanno modo di continuare a lavorare nei laboratori organizzati da alunni e professori».

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