La manifestazione
Il vice questore Di Ruberto annuncia tolleranza zero per chi non rispetta le regole
Tre Daspo per gli ultras
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La polizia controlla gli ultras allo stadio Strapparono uno striscione: 12 mesi lontani dagli stadi
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LUCCA. Tolleranza zero nei confronti del tifo violento. Il messaggio che arriva dalla questura non ammette repliche: non ci sono spazi per gli ultras lucchesi o non lucchesi che non vogliono rispettare le regole. Il vice questore Francesco Di Ruberto - assieme al capo della Mobile, Virgilio Russo, e al responsabile della Digos, Patrick Pampaloni - lo ha ribadito con forza nel corso di una conferenza stampa che annunciava il provvedimento di Daspo nei confronti di tre tifosi della Lucchese - già colpiti da identico provvedimento alla vigilia del campionato in corso per aver minacciato altri sostenitori - che adesso potranno rivedere sugli spalti la squadra del cuore nell'ottobre del 2011. «Domenica al Porta Elisa - dice il vice questore Di Ruberto - ha vinto la civiltà. Tifosi rossoneri e nerazzurri hanno assistito ad un incontro di calcio con il giusto trasporto e gli inevitabili sfottò tipici delle rivalità di campanile. Ma dentro l'impianto non ci sono stati incidenti. C'è un progetto condiviso da tutte le componenti (assessore allo sport e alla sicurezza, Lucchese Calcio, forze di polizia, prefettura) affinchè il tifoso assista a uno spettacolo senza il pericolo che a vincere sia la violenza. Noi stiamo portando avanti il percorso senza falsi trionfalismi perchè sappiamo che dovremo affrontare altre situazioni difficili. Quei tifosi che non volessero entrare nel progetto sappiano che subiranno le conseguenze imposte dalla legge. Non c'è spazio per chi non rispetta le regole». BULLDOG SEMPRE ATTIVI Il capo della Digos, Patrick Pampaloni, è chiaro su un concetto: «Lo scioglimento dei gruppi ultras come i Bulldog è una finzione. Ideato per sviare l'attenzione delle forze dell'ordine e non dare punti di riferimento. Di fatto, come si evince dagli episodi succedutisi, esistono ancora e sono operativi. Il loro obiettivo è l'egemonia della curva e la sottomissione di tutti gli altri gruppi organizzati. Sapevamo che con la risalita della squadra prima in Seconda Divisione e adesso nell'ex C1 le stesse dinamiche esplose nel 2007 (arresti dei Bulldog, ndr) si sarebbero riproposte con altri soggetti. Da lì l'esigenza di spezzare i vecchi legami e riaffermare il principio della legalità». I NUOVI DASPO A essere colpiti da Daspo (20 provvedimenti complessivi dall'inizio del 2010) sono un trentunenne di Borgo a Mozzano, un ventinovenne di Lucca e un trentaseienne di Massarosa. Il provvedimento arriva dal questore di Chieti ed è stato notificato dalla polizia lucchese al terzetto già colpito da identico provvedimento in occasione della sfida Lucchese-Giacomense del gennaio 2010. Durante il match Pro Vasto-Lucchese (18 ottobre 2009) per gli inquirenti i tre ultras avrebbero strappato uno striscione di carta preparato dal club «Orgoglio Rossonero» per la presenza di un emblema raffigurante un'aquila, simbolo a loro non gradito perchè vicino a una tifoseria rivale (Spezia). L.T.
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