Il Tirreno

Lucca

Il presidente della Provincia Baccelli infuriato contro la mannaia del governo

«Insegnati licenziati da Berlusconi»

Un corteo di studenti contro la riforma Gelmini
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Un corteo di studenti contro la riforma Gelmini

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 LUCCA. Duro il presidente della Provincia Stefano Baccelli contro la riforma Gelmini: «Un provvedimento che ha prodotto il più grande licenziamento di massa nella pubblica amministrazione: insegnanti, amministrativi, addetti alla sorveglianza e pulizie cacciati dal governo Berlusconi. In provincia, a casa oltre 230 lavoratori».  Baccelli ha stigmatizzato «la volontà del governo di disinvestire in tutti i gradi dell'istruzione pubblica, colpendo la ricerca e mettendo in crisi un sistema creato anno dopo anno con buoni risultati, molti soprattutto nella scuola primaria, apprezzati a livello europeo».  Patrizio Andreuccetti, segretario territoriale del Pd, accusa: «La provincia sta pagando un prezzo pesantissimo ai tagli generalizzati alla scuola, basti pensare che la riduzione delle cattedre negli organici di fatto delle medie rappresenta il 25 per cento del dato toscano, in pratica 60 insegnanti in meno. Dati alla mano, nella scuola dell'obbligo lucchese, il Governo taglia, in un colpo solo, qualcosa come 4mila ore al mese di insegnamento. Quindi "rottamiano" la Gelmini e Tremonti, artefici del taglio al futuro dei giovani».  Alla riunione del Pd sulla scuola in Palazzo Ducale hanno partecipato anche i parlamentari Raffaella Mariani e Andrea Marcucci, con insegnanti, studenti e famiglie.  «I lucchesi si sono accorti con l'inizio dell'anno scolastico degli innumerevoli disagi degli istituti della nostra provincia», ha aggiunto Andreuccetti.

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