Il Tirreno

Lucca

«Favilla garantisca gli accordi»

Ilaria Bonuccelli
Gli esponenti del centrodestra durante l’ultimo consiglio comunale (Vip)
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Gli esponenti del centrodestra durante l’ultimo consiglio comunale (Vip)

Il Pdl vuole che risolva il problema della presidenza del consiglio

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 LUCCA. L'Udc aspetta una chiamata dal Pdl. Il Pdl aspetta che il sindaco risolva il problema. E tutto il centrodestra aspetta di trovare un candidato alla presidenza del consiglio comunale che non venga impallinato dai franchi tiratori. A ieri sera, però, la questione non era stata ancora risolta. Anche se dalla riunione di maggioranza, ieri sera il sindaco Mauro Favilla è uscito con l'impegno a sentire tutte le forze politiche e a mediare per una soluzione.  Favilla ha ancora qualche giorno a disposizione, considerando che l'elezione del presidente, in programma per giovedì nel tardo pomeriggio, sembra destinata a concludersi con un niente di fatto: appare impossibile, infatti, individuare un candidato di maggioranza in grado di collezionare i 26 voti a favore ancora necessari alla seconda votazione.  Quindi, di elezione vera e propria se ne riparlerà lunedì sera. E se all'Udc non verrà garantito l'incarico che il Pdl non vuole cedere, è probabile che cerchi un accordo trasversale con l'opposizione di centrosinistra. L'unione di centro, infatti, non si sposta di un millimetro dalla posizione assunta già qualche mese fa: non accetta che il Pdl, con soli 12 consiglieri su 24, abbia le tre cariche principali del mandato: il sindaco, il vicesindaco e il presidente del consiglio comunale. E visto che all'Udc non interessa avere un assessorato in più, la guida dell'assemblea è l'incarico al quale punta. Il problema è che il Pdl vuole lo stesso incarico: considera l'elezione di un proprio esponente l'unico modo per cancellare l'offesa subita quando, grazie ai voti di una parte del centrodestra, è stato sfiduciato il presidente precedente, Marco Agnitti. E, ora, quindi, si aspetta che sia il sindaco a risolvere la situazione. Anzi, per la precisione a rispettare gli impegni presi nei giorni caldi della crisi, Quando l'amministrazione sembrava che stesse per cadere, infatti, il Pdl aveva accettato (rimangiandosi ultimatum e diktat) di perdere un assessore, per far entrare in giunta due esponenti di Forza Lucca. In cambio, però, aveva imposto, come condizione per proseguire il mandato, che restasse al Pdl la presidenza del consiglio comunale, giusto per difendere l'onore del gruppo. Questo, dunque, prevede l'accordo (di tregua) sottoscritto da Forza Lucca e Pdl. Ma non dall'Udc che ha solo firmato e sottoscritto l'accordo sul programma di fine legislatura. Ecco, quindi, che ora l'Unione di centro si aspetta che le venga riconosciuta quella «pari dignità» che devono avere tutte le forze di maggioranza. Soprattutto quando la rappresentanza in consiglio comunale non è sbilanciata in modo evidente a favore di un partito o di un altro. I conti che l'Udc mette sul tavolo sono veloci: il Pdl ha 12 consiglieri comunali, Udc e Forza Lucca insieme ne hanno altrettanti. Il Pdl, però, ha 6 assessori, il sindaco e il vicesindaco, mentre Udc e FL hanno solo 2 assessori ciascuno. Quindi, il presidente del consiglio deve toccare alle altre forze di maggioranza. Visto che Forza Lucca non lo rivendica, spetterebbe all'Udc. «Se il Pdl non capisce questa dinamica - ribadisce l'Unione di centro - è segno evidente che ha i numeri per eleggere da solo (o con gli alleati che gli restano) un proprio presidente». Perché di sicuro i voti dell'Udc non li avrà. Neppure ora che il partito ha ottenuto per un proprio esponente, Giuseppe Nardi, presidente della circoscrizione 8 (S. Alessio) un posto nel consiglio di amministrazione di Metro, la spa pubblica di gestione dei parcheggi.  In un primo momento Favilla aveva annunciato che avrebbe voluto che fossero i partiti di maggioranza a risolvere fra loro la questione, ma ieri dopo la riunione di coalizione sembra essersi dichiarato disponibile a cercare una mediazione. «Del resto - osserva Franco Fabbri, vicecapogruppo del Pdl - Favilla non può dire che preferisce restare super partes in questa circostanza, perché, come gli ho anche già fatto presente in aula, è lui che ha imposto l'accordo in base al quale al Pdl sarebbe stato garantito il presidente del consiglio comunale».

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