Finanza
Il questore: «Ha vinto il gioco di squadra»
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Il logo dei Bulldog sequestrato ai giovani finiti in manette Elogio delle forze dell'ordine per la gestione della partita a rischio
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LUCCA. Si chiama gioco di squadra e come nel calcio è fondamentale per riuscire in ogni attività umana compresa la sicurezza e l'ordine pubblico. Ieri mattina il questore Francesco Paolo Santoro ha riunito chi ha partecipato alla gestione del tifo in occasione del derby tra Lucchese e Pisa. Per ringraziarli e complimentarsi per il grande risultato ottenuto. Si trattava della partita più a rischio dopo i gravissimi fatti di Marassi. E i riflettori erano puntati su Lucca e sul dispositivo messo a punto durante la settimana. Tutto ha funzionato benissimo agli ordini del vice questore Francesco Di Ruberto. Polizia, carabinieri, digos, polizia municipale con gli encomiabili motociclisti, polizia provinciale, polstrada, forestale, pompieri, hanno svolto con grande professionalità il loro compito. E con loro un encomio anche alla Lucchese Calcio, ai suoi steward e ai suoi volontari. Una società che combatte i teppisti e i violenti come ha tenuto a precisare il direttore generale Luigi Viani annunciando una denuncia penale con richiesta risarcitoria nei confronti dell'ultras, arrestato assieme ad altri 5 facinorosi, che il 3 ottobre scorso lanciò un grosso petardo dentro il Porta Elisa causando un danno all'immagine alla Lucchese e una multa ai danni della società. «Permettetemi di dire che gli arrestati non sono tifosi della Lucchese. I veri supporters sono quelli che dentro lo stadio si sono comportati con grande civiltà e sportività. A nome della dirigenza voglio ringraziare le forze dell'ordine, i nostri steward, i comuni di Lucca e Capannori, la Protezione civile e la Misericordia per la collaborazione offerta. Vogliamo dare un messaggio nuovo per affermare i valori dello sport e della civiltà». L.T.
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