Il Tirreno

Lucca

Presidente del consiglio all'Udc

Un’ immagine dell’ ultimo consiglio comunale (Vip)
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Un’ immagine dell’ ultimo consiglio comunale (Vip)

L'Unione di centro non voterà il candidato del Pdl che ha già molti posti

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LUCCA. Un candidato ancora non l'hanno proposto, ma l'Udc aspira alla presidenza del consiglio comunale. Al centrodestra (e al sindaco) il partito lo ha detto (e fatto capire) in tutti i modi, ma il Pdl continua a rivendicare per sé il posto, perso con la sfiducia a Marco Agnitti votata da Forza Lucca. Ma l'Unione di centro non voterà per un presidente del Pdl: il partito di maggioranza relativa, sostiene, ha fin troppi posti per il numero di consiglieri che esprime. Quindi, l'Udc suggerisce di trovare un accordo prima del prossimo consiglio, se il Pdl vuole evitare che un altro suo esponente venga silurato. Infatti, da solo, con Forza Lucca, non ha i numeri per eleggere il presidente dell'assemblea, neppure quando non ci sarà più bisogno di maggioranza qualificata. Il ragionamento di «pari dignità» di tutte le forze politiche della maggioranza, portato avanti dall'Udc, si basa sui numeri: in questo momento, il Pdl ha 12 consiglieri; l'Udc (compresi gli esponenti di formazioni di centro) e Forza Lucca, insieme, ne hanno altri 12. Però, il Pdl ha 6 assessori, contro i 4 delle altre forze politiche della coalizione. Pensare che possa mantenere anche il presidente del consiglio comunale, secondo l'Udc, dunque, è utopia. A meno che il Pdl non riesca a rosicare qualche voto qua e là, senza alcuna certezza, comunque, visto che la votazione avviene a scrutinio segreto.  In questo quadro, l'Unione di centro spera che si possa trovare un accordo che non preveda, però - come suggerito dal Pdl - la nomina di un altro assessore centrista, facendo in modo che il sindaco rinunci a uno degli amministratori di sua fiducia. L'accordo dovrebbe basarsi su due punti fermi: che il presidente del consiglio comunale sia espressione del centro «unica forza in questo momento in grado di dare garanzie istituzionali di imparzialità, dopo la guerra che si è scatenata all'interno della destra»; che un patto di questo tipo sia svincolato da qualsiasi altro impegno di alleanze politiche. In parole povere, l'Udc non vuole avere il via libera a esprimere il presidente del consiglio comunale in cambio di un accordo con il Pdl per le provinciali del 2011. In questo momento, infatti, l'Unione di centro parrebbe intenzionata a presentarsi da sola alle amministrative di primavera, sempre che il quadro nazionale e quello locale non presentino condizioni e situazioni diverse da quelle attuali.  In queste ore e in serata, comunque, i partiti di maggioranza si riuniranno. Il Pdl si confronterà con i propri consiglieri comunali e regionali e l'Udc con i vertici comunali. Dopo di che ognuno uscirà con una posizione e proposte. Di sicuro l'Udc non ha intenzione di portare avanti una guerra santa ufficiale per la presidenza del consiglio comunale e non si opporrà al Pdl se insistesse per presentare un proprio candidato. Non ne ha bisogno: può condurre direttamente la propria battaglia in aula, votando per il proprio esponente. Che poi sia il capogruppo Luigi Bertani o Mauro Garbini, presidente della commissione finanze, poco importa e ancora non è stato deciso. In parte dipenderà anche dalla capacità di tessere accordi trasversali con Forza Lucca da una parte e con il centrosinistra dall'altra. Del resto, è proprio il Pdl ad ammettere che con questa riappacificazione incompiuta della maggioranza, si vedranno «molte alleanze trasversali» prima della fine della legislatura. Che non è scontato avvenga nel 2012.

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