Sicurezza
Lucart delocalizza, a rischio altri 50 lavoratori
L'assessore provinciale Bambini: «Cosa intende fare il sindaco di Borgo a Mozzano?»
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LUCCA. Lucart delocalizza alcune produzioni all'estero disimpegnandosi dal nostro territorio. Lo dice l'assessore provinciale alle attività produttive Francesco Bambini nell'ambito di una lettera inviata al sindaco di Borgo a Mozzano per chiarire che non parteciperà al consiglio comunale sulla vicenda Alce. L'osservazione di Bambini riporta al centro il caso Lucart. Dopo aver rinunciato al progetto della centrale a biomasse - per l'ostilità incontrata da amministrazioni pubbliche e popolazione - dall'azienda sono usciti 30 lavoratori, in maniera per così dire indolore (prepensionamenti, incentivi all'esodo, mobilità). Ma se non sarà trovata una soluzione al problema dello smaltimento dei fanghi - come rivela il sindacalista Walter Fattore della Cisl - andrà avanti il processo di trasferimento in Francia di linee produttive e nel 2012 è annunciato un ulteriore taglio di 50 dipendenti. Eventualità che preoccupa sindacati e Provincia, al punto che Bambini chiede al sindaco di Borgo Fracesco Poggi «quali azioni intende promuovere rispetto alle scelte della Lucart». Dal suo canto Fattore afferma: «Ci preoccupa il fatto che lo stabilimento di Diecimo sta perdendo il ruolo di azienda centrale del gruppo, di fiore all'occhiello. A vantaggio delle industrie francesi. Sollecitiamo su questi temi incontri con gli amministratori e un deciso intervento degli enti». Tornando al caso Alce, l'assessore afferma che a suo giudizio non ci sono «le condizioni minime per un confronto serio e propositivo, incentrato, cioè, sui veri problemi. Non condivido i toni e gli argomenti che il sindaco continua a utilizzare». Da qui la decisione di non prendere parte al consiglio comunale convocato per martedì.
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