Sicurezza
La segreteria della Cgil replica al dirigente
«Franchi non può restare, ha superato i 65 anni»
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LUCCA. La segreteria della Cgil di Lucca replica alle dichiarazioni di Umberto Franchi, che deve lasciare la guida del comparto artigianato. «La Cgil di Lucca - si dice in una nota - non licenzia nessuno, sostenere tali tesi è del tutto infondato ed offensivo per tutta l'organizzazione. Rattrista che Umberto Franchi, un dirigente che ha svolto a lungo ruoli importanti e di responsabilità a vari livelli nella Cgil lucchese, nel personalizzare le sue vicende, scenda a tale genere di affermazioni. Umberto sa bene, che il suo non è un licenziamento, come potrebbe essere possibile compierlo, verso un compagno che è in pensione da anni ed ha con la Cgil un contratto di collaborazione da pensionato?. «Bisogna chiarire una volta per tutte, che le regole interne della Cgil, vanno rispettate senza personalismi od eccezioni, Umberto Franchi, non può ricoprire incarichi sindacali riferiti alla rappresentanza di lavoratori attivi, perché lo statuto della Cgil lo esclude, una volta superati i 65 anni di età e Franchi ha superato quell'età. Franchi può continuare, se vuole, la sua collaborazione con la Cgil, da pensionato nel sindacato dei pensionati, perché queste sono le nostre regole, valide per tutti e rispondono alle scelte di rinnovamento e ringiovanimento del gruppo dirigente, condivise da tutti. «Non si deve mistificare - continua la nota - il rispetto delle regole, con presunte discriminazioni politiche, non c'è nessuna discriminazione verso Franchi o i compagni della minoranza. Agli stessi è stato di recente riproposto di lavorare assieme sulla riorganizzazione della Cgil e sulle tematiche sindacali aperte, l'invito è sempre valido. «E' però sbagliato ritenere il governo unitario della Cgil, ha luogo solo se in presenza dell'assegnazione degli incarichi richiesti dalla minoranza della Cgil, a prescindere dalla condivisione di progetti e programmi e dei risultati congressuali. Questa logica non porta ad alcun governo unitario con la minoranza, peraltro assente a livello nazionale e nella quasi totalità delle strutture territoriali Cgil, senza che ciò produca una tensione così aspra e dannosa. Continuare questa campagna verso la Cgil ed i suoi dirigenti, fa del male agli iscritti e ai lavoratori».
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