La manifestazione
«Chiarire i rapporti fra Valore e Comune»
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Piero Angelini Angelini (Governare Lucca) all'attacco su stadio e Parco S. Anna
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LUCCA. Lo stadio deve essere realizzato. Ma con un piano attuativo. E senza pressioni dei gruppi immobiliari. L'attacco di Piero Angelini, presidente di Governare Lucca, ex forza di maggioranza, è frontale. Mal digerisce le offese lanciare ai consiglieri del movimento, Giorgio e Giusti, dall'architetto Giovanni Valentini impegnato, con Valore spa, nel recupero del Porta Elisa. «Noi siamo a favore del progetto - scrive Angelini - portato avanti, però, nel rispetto delle regole e degli interessi della città e assicurata poi da una società di gestione, partecipata dal Comune. Comprendiamo le impazienze del presidente Giuliani e le aspettative degli sportivi, ma riteniamo che i ritardi nell'operazione, di cui sono colpevoli sindaco e giunta, non giustifichino il fatto che l'amministrazione passi ora con il rosso, violando ogni regola». I consiglieri di GL - prosegue Angelini - «si sono limitati a porre domande sull'affidabilità di privati ai quali il sindaco intende assegnare lo stadio ristrutturato per 99 anni. Giorgi aveva il diritto di chiedere il parere sulla società che sembra fondare le sue prospettive economiche e finanziarie quasi esclusivamente sugli affidamenti del sindaco e sulle decisioni dell'amministrazione riguardo alla ristrutturazione dello stadio e al Parco di S. Anna. Queste osservazioni, fra l'altro, sono giustificate dalla relazione del collegio sindacale, che sottolinea preoccupata il "peso degli oneri finanziari" della società e invita gli amministratori a provvedere». Angelini non nasconde la preoccupazione per i rapporti tra società Valore e amministrazione: «Quando, nell'accordo stipulato tra Comune e Lucchese, troviamo la disponibilità del Comune a permutare il canone del diritto di superficie "con altri beni-opere proposti dalla Lucchese", e, nel bilancio della società Valore figura la parallela disponibilità a cedere al riguardo i terreni agricoli di S. Donato, comprendiamo che ci siano intese da cui è escluso l'intero consiglio comunale». A GL non quadra neppure che il piano attuativo di S. Anna, dichiarato «per legge decaduto, compaia nel bilancio del Gruppo Valore come piano ancora». E ancora meno quadra che «il sindaco, nel programma di fine mandato, inserisca il parallelo impegno a discutere in consiglio comunale le "osservazioni" a un piano che non esiste più, con la successiva approvazione in consiglio, prevista entro la fine dell'anno». Per queste ragioni - aggiunge Angelini - era «importante che l'opposizione, in consiglio comunale, giovedì, fosse intransigente nella difesa della regole, che prevedono in modo indiscutibile, nel caso della ristrutturazione dello stadio, il piano attuativo», escluso per questo intervento, «in prospettiva di escluderlo anche per altri importanti interventi. Di nessun valore era, infatti, il parere dell'ufficio, sostenuto dalla giunta, a favore di una semplice "convenzione". Il parere - conclude Angelini - è basato su un'interpretazione a nostro avviso infondata del regolamento urbanistico e sull'omissione delle disposizioni della legge urbanistica regionale».
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