Il Tirreno

Lucca

Esposto di Leoluca Orlando sulla vicenda

Due medici indagati per l'ingegnere morto

C.V.
L’ingegner Vittorio Brogi
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L’ingegner Vittorio Brogi

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 LUCCA. Il pubblico minuistero Sisto Restuccia della Procura di Pisa ha iscritto due persone sul registro degli indagati per la morte in ospedale di un ingegnere pisano, Vittorio Brogi, 75 anni, che viveva a Lunata con la sua famiglia.  Sono il direttore della clinica neurochirurgica universitaria, dove l'uomo è morto tre ore dopo un intervento, e un dirigente medico.  Questa mattina, inoltre, il pm inquirente, che ha convocato le parti, conferirà ad un medico legale dell'ateneo fiorentino l'incarico di eseguire l'autopsia.  Vittorio Brogi, ex ingegnere della Snam e della Montecatini, era stato ricoverato in neurochirurgia 1 per essere sottoposto ad un delicato intervento alla colonna vertebrale. Un intervento impegnativo, ma che sembrava essersi risolto per il meglio.  Quando esce di sala operatoria Vittorio Brogi è sveglio, ma respira faticosamente.  La moglie, un'insegnante lucchese, Giorgetta Di Puccio, ed il figlio, Bruno Brogi, biologo, chiedono di poter assistere il parente ma vengono mandati a casa.  Tre ore dopo viene annunciato loro telefonicamente il decesso.  La famiglia è assistita dall'avvocato Paolo Iacono di Camaiore.  Sul caso ha chiesto chiarimenti il presidente della commissione parlamentare d'inchiesta sugli errori sanitari, Leoluca Orlando.  La direzione dell'Aoup precisa di «aver attivato il rischio clinico aziendale e ha ricostruito il percorso assistenziale del paziente, senza verificare però carenze preoperatorie, chirurgiche e assistenziali. L'Aoup precisa che «non si era ritenuta necessaria la presenza dei parenti visto che il decorso si presentava regolare».

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