Il Tirreno

Lucca

Tanti lavoratori al presidio davanti al Miac

Caso Perini, Cisl polemica: «Sterile la battaglia contro l'accordo»

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 LUCCA. Il presidio delle lavoratrici e lavoratori metalmeccanici alla fiera del Miac a Sorbano del Giudice nell'ambito delle 4 ore di sciopero del settore è andata le aspettative della Fiom Cgil: «Siamo pienamente soddisfatti della piena riuscita della manifestazione e della partecipazione», commentala segreteria provinciale.  Molti i lavoratori delle varie aziende e le Rsu presenti: Zanchetta di Montecarlo, Fosber di Monsagrati, Paper Converting di Diecimo, Celli di Porcari, Futura di Guamo, Fabio Perini di Mugnano, Corghi di Pieve Fosciana, Colged di Badia Pozzeveri, Cmg Gambini di Badia Pozzeveri, Rotork di Tassignano, Kme e Cooperativa Fanin di Fornaci di Barga.  All'azienda Kme, la più grande industria della provincia e alla Cooperativa Fanin, lo sciopero è stato indetto di 8 ore e l'adesione dei lavoratori è stata massiccia.  La manifestazione al Miac si è conclusa con l'intervento del segretario provinciale della Fiom Massimo Braccini che ha spiegato le ragioni della mobilitazione, mettendo in evidenza che i lavoratori metalmeccanici della Piana e Mediavalle sono in sciopero contro la disdetta del contratto nazionale operata da Federmeccanica e contro gli accordi separati.  Polemica invece la Cisl. Dice il segretario generale Giovanni Bolognini: ««Solo chi non vuol vedere e sentire può dire che la vertenza in atto alla Perini. Si è scelto di sostenere una vertenza nazionale contro il contratto del 2009 dal quale i metalmeccanici della Cgil si sono estraniati volontariamente. È bene ricordare che, oltre alla riconferma normativa, gli aumenti retributivi in vigore da gennaio sono il frutto del rinnovo contrattuale sottoscritto lo scorso anno da Fim e Uilm. Viene detto da qualcuno che il nuovo modello contrattuale dell'aprile 2009 limita i diritti e la valenza del contratto nazionale, anche se poi in base a quelle norme sono stati rinnovati tutti i contratti anche con la firma delle categorie della Cgil. La guerra dichiarata con tanta veemenza alla Perini contro l'accordo e chi lo ha sottoscritto è, a giudizio della Cisl, sterile e riconducibile ad una strategia tutta politica. Da valutare poi che sono solo alcune aziende metalmeccaniche il bersaglio della Fiom e questo rafforza la convinzione che si scelgano contesti particolari e di vetrina, come il presidio al Miac. I dirigenti della Fiom dovrebbero però cominciare a riflettere in merito alla tenuta dei lavoratori nella vertenza. C'è già stata un'assemblea molto partecipata dai lavoratori Perini fuori orario di lavoro che hanno sollevato più di qualche obiezione e una richiesta di valutazione attenta sul modo di procedere nella vertenza aziendale che non può continuare ad essere "spinta" con scioperi, picchettaggi e intimidazioni verso chi la pensa diversamente, singoli o organizzazioni. La Cisl ribadisce la molta demagogia e i pochi effetti pratici di chi vuole cancellare un contratto nazionale, se non, forse, l'interesse a farsi pubblicità anche contro la volontà dei lavoratori».  La Cisl, sostiene Bolognini, non ha interesse a fare polemica rimandando il giudizio sul proprio operato ai lavoratori e gli iscritti e come sempre al giudizio della storia che ha riconosciuto alla Cisl il coraggio di mettersi in gioco, la capacità di fare proposte.

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