Sicurezza
La Cisl lo denuncia alla procura per non aver reintegrato al suo posto una lavoratrice
Rischia la condanna titolare della Stefan
◗
La Stefan di Pontetetto 2 MINUTI DI LETTURA
LUCCA. Il giudice del lavoro le aveva dato ragione ordinando all'azienda di reintegrarla immediatamente al suo posto, ma sono passati quasi cinque mesi prima che i vertici della ditta si adeguassero alle decisioni dell'autorità giudiziaria. Una condotta che per la Cisl sarebbe antisindacale e in palese violazione dell'articolo 650 del codice penale (inosservanza dei provvedimenti dell'autorità) punibile con l'arresto sino a 3 mesi e la multa sino a 200 euro. È il rischio che corre il responsabile dei grandi magazzini Stefan a cui la procura potrebbe inviare un decreto penale di condanna dopo la denuncia presentata dal sindacato Cisl-Fisascat a tutela di una lavoratrice di 30 anni, sposata e madre di una bimba piccola, trasferita dalla sede Stefan di Pontetetto a quella di Gallicano nonostante si trovasse in maternità. LA STORIA La donna, tra l'altro rappresentante sindacale Cisl, assieme ad altre due colleghe a marzo viene trasferita in Media Valle nonostante le lavoratrici fossero in tutela di maternità. Nasce un contenzioso e il sindacato chiede una conciliazione con l'azienda per poi passare a una denuncia all'ispettorato del lavoro nella speranza che la Stefan recedesse dal suo proposito. Invece nonostante le lettere inviate dal segretario della Cisl-Commercio Giampiero Guidi ai vertici dell'azienda la vertenza non si dirime. E la pratica passa al giudice del lavoro. Che con ordinanza immediatamente esecutiva datata 22 aprile impone alla Stefan di riportare la dipendente alla sede di Lucca. NESSUNA RISPOSTA Stando al sindacato nonostante l'ordinanza del giudice i vertici della Stefan fanno orecchi da mercante. Sostengono che la dipendente non può tornare a Pontetetto perchè non c'è più posto e l'organico è già definitivo. Vista l'impossibilità di un dialogo il sindacato decide di adire a vie legali e denuncia la Stefan in procura per mancata applicazione della sentenza del giudice del lavoro. Soltanto il 30 agosto l'impiegata, tra l'altro demansionata, torna alla sede di Pontetetto. Ma la denuncia penale va avanti e adesso potrebbe portare a una condanna.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
