Sicurezza
LATTACCO DEL PD
«Quali interessi rappresenta la maggioranza?»
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A sinistra il consiglio comunale, a destra Marco Agnitti (Vip) 2 MINUTI DI LETTURA
LUCCA. «Chi o cosa rappresenta il sindaco? E il Pdl?». Da pochi minuti Mauro Favilla ha annunciato il rimpasto di giunta, con ritrovata unità del centrodestra. Alessandro Tambellini, capogruppo del Pd, si alza e spara a zero sulla maggioranza. Ora che è tornata di attualità l'inchiesta sugli affari del coordinatore nazionale del Pdl, Denis Verdini, Tambellini spinge sull'acceleratore. E insiste: «Vogliamo sapere se i consiglieri del Pdl rappresentano gli interessi di tutti o di parte. E cosa rappresenta il sindaco? Gli interessi di tutti o è garante solo di una parte?». Tambellini, fra l'altro, si dice sorpreso del fatto che il centrodestra abbia ritrovato un accordo, quando il capogruppo di Forza Lucca (che entra in giunta con 2 assessori) «dice chiaramente di sapere quali siano gli interessi che ruotano intorno all'urbanistica. Non sono forse gli interessi di tutti?». A farsi prendere per un «comitato d'affari», però, il Pdl non ci sta. E oltre a ribadire che non è invischiato in alcun modo con affari, operazioni immobiliari o inchieste giudiziarie, annuncia che è pronto a difendere il proprio onore anche in tribunale. Al di là delle punzecchiature para-giudiziarie, il centrosinistra attacca il centrodestra sull'unione ritrovata, nonostante la sfiducia, promossa e votata da Forza Lucca (con l'opposizione) al presidente del consiglio comunale del Pdl, Marco Agnitti. Una frattura che secondo il Pdl non è ancora del tutto superata, dal momento che anche ieri sera la prima votazione è andata a vuoto. Non tanto per i no del centrosinistra, quanto per il fatto che il Pdl non ha presentato un candidato. E neppure ha partecipato al voto. Lo stesso ha fatto anche Forza Lucca. Si dice che non sia stato trovato un accordo su un nome, anche se è sempre il sospeso l'incognita Udc che avrebbe voluto per sé questo incarico o la delega da vicesindaco. Fatto sta che il presidente (come annunciato) non è stato eletto e che la questione viene rimandata al prossimo consiglio comunale. Ma Cecilia Carmassi, consigliere comunale del Pd, non risparmia una battuta: «Ma come, la maggioranza viene in consiglio comunale e non ha un candidato da proporre?». Ce lo avrà - assicura il centrodestra - per la prossima seduta. Quando ci vorranno 21 voti per l'elezione. Ma sempre a scrutinio segreto. E a rischio di franchi tiratori.
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