Italia
Esplode la protesta del personale Ata
No di bidelli e impiegati ai 7 istituti comprensivi
N.D.
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Bidella al lavoro (foto darchivio) 2 MINUTI DI LETTURA
LUCCA. Bidelli, segretari e tecnici (del primo, secondo, terzo, quarto, sesto e settimo circolo didattico e della scuola media "Chelini-Da Vinci") dicono no alla proposta dell'assessore comunale alla pubblica istruzione, Donatella Buonriposi, di formare sette istituti comprensivi. «In un momento storico di grossa difficoltà - scrivono in un comunicato - per tutte le istituzioni scolastiche, soprattutto per i tagli che stanno interessando il personale docente ed Ata (bidelli, segretari e tecnici, appunto), appare pesante, in termini occupazionali, la prospettiva degli istituti Comprensivi. Come sottolineato nel documento dei dirigenti scolastici (uscito ieri sul Tirreno, ndr), la nascita dei comprensivi comporterebbe, infatti, la perdita di posti di lavoro: 3 direttori dei servizi generali ed amministrativi, da 10 a 15 assistenti amministrativi e almeno 10 unità di collaboratori scolastici». Inoltre - prosegue la nota - la difficoltà «che già oggi si vive nelle scuole, per mantenere alta la qualità dei servizi amministrativi, di pulizia e vigilanza, nonostante i progressivi tagli al personale, verrebbe fortemente accresciuta dall'accorpamento di ordini di scuole così diversi, per utenza (da bimbi di 3 anni a studenti di 14-15 anni) e per la gestione del personale docente (dalle cattedre di 25 ore dell'infanzia alle 24 ore per la primaria, alle 18 ore delle medie). I già previsti tagli ministeriali si sommerebbero quindi alla riduzione di personale Ata, determinando una crisi occupazionale di notevoli dimensioni». I numeri di riferimento degli istituti comprensivi, con cifre che toccherebbero i 1300-1400 allievi per istituto - si chiude la nota - renderebbero «più complessa la gestione del personale amministrativo ed ausiliario, in considerazione dei bisogni diversificati dell'utenza». L'auspicio, quindi, è di un coinvolgimento maggiore di tutti i lavoratori. Soprattutto nel prendere decisioni così importanti sull'organizzazione e sull'istruzione.
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