Sicurezza
«Cacciato dalla Cgil solo perché rappresento la mozione di minoranza»
Umberto Franchi accusa la segreteria provinciale «In tanti anni mai vista una situazione così grave»
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LUCCA. Licenziato dalla Cgil dopo una vita passata a difendere i diritti dei lavoratori. Non se lo aspettava Umberto Franchi, responsabile del dipartimento piccole imprese e artiginato che ritiene di essere stato vittima dei giochi politici essendo rappresentante della parte sconfitta all'ultimo congresso. Ma l'esponente sindacale non ha alcuna intenzione di chinmare il capo e annuncia di aver provveduto a impugnare il provvedimento chiedendo al Consiglio di verifica statutaria della Cgil regionale di annullare l'atto della segreteria lucchese. «Sono tanti anni che svolgo l'attività di dirigente sindacale, sin dagli inizi degli anni Settanta, a vari livelli. Ma non mi era mai capitato di dover affrontare una situazione così grave e incresciosa». Franchi racconta che il 22 settembre la segreteria Cgil provinciale «nelle persone di Rosanna Rosi, Enrico Profetti, Giovanni Rossi e Franca Cecchini, in rappresentanza della sola maggioranza, mi ha comunicato la cessazione della mia collaborazione con la Cgil in qualità di dirigente. Dicendo che mi avrebbero pagato fino a dicembre 2010. Le motivazioni erano quelle di motivi di ristrutturazione con risparmio dei costi, la volontà di rinnovare gli incarichi e la necessità di trovare lavoro a personale rimasto senza incarichi (Franchi era prepensionato dal 2005 ndr). A seguito di una mia richiesta di motivazione scritta mi hanno risposto il 28 settembre, con una lettera di 5 righe, dicendo che il mio rapporto con la Cgil sarebbe finito il 31 dicembre 2010, senza ulteriore collaborazione». Franchi spiega d'aver fatto presente che sostituirlo con l'ex segretario della Cgil Versilia Andrea Antonioli il quale verrebbe utilizzato a metà tempo (non a tempo pieno) indebolirebbe il Dipartimento e i lavoratori delle piccole imprese. Ma allora, perché il licenziamento? «Il recente congresso della Cgil si era chiuso cercando di trovare un'accordo e una gestione unitaria tra le due aree programmatiche uscite dal congresso individuando un Piano di lavoro unitario, che era stato votato al congresso, ma successivamente la maggioranza della Cgil ha deciso di eleggere una segreteria escludendo la minoranza e ha risposto negativamente anche alle proposte che come soggetti dirigenti di minoranza avevamo effettuato sugli aspetti organizzativi della Cgil a partire dal mantenimento della responsabilità del Dipartimento piccole imprese e artigianato al sottoscritto. La spaccatura della Cgil è proseguita anche marginalizzando tutti gli altri dirigenti che fanno capo all'area programmatica "La Cgil che vogliamo" che a livello nazionale ha ottenuto il 17% mentre a Lucca rappresenta il 32% degli iscritti alla Cgil. Visto che sul piano politico dell'attività svolta nessuno ha avuto da recriminare, anzi ho ricevuto solo elogi, e visto che sul piano dei costi sono una risorsa che fa risparmiare la Cgil, l'unica motivazione è che appartengo alla mozione programmatica di minoranza "La Cgil che vogliamo", mentre la segreteria è composta da persone che si rifanno alla maggioranza».
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