Attenzione
Toscopan, decide il tribunale
Ni.Nu.
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Un gruppo di dipendenti dellazienda Toscopan Toscana Pane in attesa: vuole rilevare l'azienda
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ALTOPASCIO Stamani il tribunale fallimentare sulla base della relazione del giudice delagato Giacomo Lucente deciderà se ammettere al concordato preventivo la Toscopan di Altopascio, azienda leader nella Piana della produzione, commercializzazione e distribuzione di pane fresco e precotto. Una data attesa per i 107 dipendenti (più 30 d'indotto) che temono per il loro posto e che dallo scorso luglio lavorano a regime ridotto. Il debito dell'azienda ammonta a oltre 20 milioni di cui 4 milioni e 857mila nei confronti dei creditori privilegiati e 15 milioni e 888mila relativi ai chirografari. Quasi sicuramente il collegio emetterà il decreto di ammissione al concordato nominando un commissario giudiziario per poi arrivare all'omologa che sancirà il passaggio dalla vecchia alla nuova proprietà individuata dai vertici della Toscopan nella «Toscana Pane» costituita da due soci al 50%: la Molino Roberto Rossi spa di Ripafratta e la Molino San Pietro a Vico srl. Sulla tribolata vicenda della Toscopan interviene un ex dipendente che lancia un accorato appello. «A differenza del sindaco di Altopascio, Maurizio Marchetti, io, ormai ex operaio della Toscopan - dice Salvatore Leone - non sento il bisogno di ringraziare il gruppo Del Carlo, proprietario dell'azienda, ma credo che anche le banche, i fornitori e gli operai che sono creditori ancora di alcune mensilità, non avvertano questa necessità. Il 12 ottobre - continua l'ex dipendente licenziato - l'azienda ha preparato una lista di nomi da sottoporre al giudice che oggi deciderà il passaggio di quote dalla Toscopan srl alla Toscana Pane. Invito il signor giudice a valutare attentamente questa lista di nomi fatta, a mio avviso, senza alcun criterio. È una vecchia regola della ditta scegliere persone non per il merito. Nella lista troverà giovani operai senza famiglia, addirittura mariti e mogli, mentre non vedrà padri e madri di famiglia monoreddito con figli a carico. Augurando un buon lavoro alla nuova società, concludo con la speranza che vengano ripensati i criteri di valutazione per la stesura della lista in un'ottica più giusta e democratica».
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