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Pensionato minaccia di ricorrere al giudice per l'assegno di traenza emesso dalle Rc-auto
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Il palazzo di Giustizia 2 MINUTI DI LETTURA
LUCCA. Un pensionato di 77 anni chiederà il risarcimento dei danni ricorrendo al giudice per chiedere che venga inibito a tutte le Assicurazioni di effettuare pagamenti con assegni di traenza e sbarrati accettando solo assegni circolari o contanti. Si tratta di un assistito dell'avvocato Piero Antonio Peruzzi che sostiene come sia divenuto costante che le compagnie di assicurazione risarciscano i danni subiti dalle vittime della strada, con assegni cosiddetti "per traenza" dove formalmente il traente e beneficiario coincidono nella stessa persona. Se ciò comporta un notevole beneficio per le assicurazioni di contro comporta un notevole danno e disagio per il beneficiario dell'assegno per traenza. Soprattutto poi se tale assegno viene anche sbarrato, come succede abitualmente, in quanto ciò comporta che l'assegno può essere pagato dal trattario ad una banca o ad un cliente del trattario (la banca intestataria dell'assegno). Poiché le banche non cambiano l'assegno, se non ai propri clienti, ecco allora che il beneficiario dell'assegno, che non ha un conto corrente, è costretto a sottoscrivere la costituzione di un conto corrente, con relative spese e perdite di tempo, solo per incassare l'assegno, ed altrettante spese e perdite di tempo dovrà sostenere poco tempo dopo quando andrà ad estinguere il conto. «Se vi fossero altre persone che sono state danneggiate da questo metodo e che fossero interessate ad agire in giudizio si potrebbe promuovere una class action. - dice l'avvocato Peruzzi - Intanto ho inviato una lettera all'Ania e alla Consob».
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