Il Tirreno

Lucca

Al via l’anno accademico del corso di laurea al polo didattico di S. Maria a Colle

Infermiere che passione

Rossella Lucchesi
L’infermiere: professione ambita viste le domande del corso di laurea triennale dell’Asl
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L’infermiere: professione ambita viste le domande del corso di laurea triennale dell’Asl

Quarantacinque domande per una professione gettonata

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 LUCCA. Prende il via l'anno accademico del corso di laurea in infermieristica. L'apertura ufficiale si è svolta al Polo Didattico e Formativo di S. Maria a Colle, nel complesso di Maggiano, alla presenza del direttore generale dell'azienda Asl 2 Oreste Tavanti, del presidente dell'Ordine dei Medici Umberto Quiriconi e della responsabile della formazione infermieristica Manuela Ricci. Anche quest'anno sono state centinaia le richieste, ma soltanto 45 (massimo previsto dal bando) hanno superato la selezione che consentirà di intraprendere il percorso verso una delle professioni attualmente più richieste dal mercato del lavoro. La laurea in scienze Infermieristiche prevede un corso triennale articolato in due semestri, al quale si possono aggiungere due anni di specializzazione. Le attività didattiche si svolgono nel polo formativo mentre per il tirocinio vengono utilizzate le diverse strutture territoriali. «L'infermiere di oggi è una delle figure più importanti nella sanità che cambia, sempre più esigente in fatto di qualità e competenza» afferma Tavanti che evidenzia la professionalità del personale docente dell'Asl. Tira aria di ottimismo tra gli aspiranti infermieri, provenienti anche da fuori provincia. Come Dario Nico, pisano 31enne che si è arreso di fronte agli studi in giurisprudenza che «non mi lasciavano intravedere un futuro lavorativo» e sollecitato dalla fidanzata infermiera ha deciso di intraprendere questo percorso. Anche la 21enne Silvia Bellintani ha mollato l'università dove da due anni studiava ingegneria per iscriversi al corso con l'obiettivo di concretizzare la sua passione per il sociale manifestata nei rapporti con la Croce Rossa e Croce Verde. Aveva già le idee chiare Fabio Flammia, pesciatino di vent'anni che dopo il liceo psicopedagogico, si era iscritto alla facoltà di formazione scientifica di Pisa, per poi approdare al corso per infermiere dove crede esistano maggiori sbocchi lavorativi. Anche Giulia Carmassi, 18 anni di Massarosa sogna da sempre il futuro in una struttura ospedaliera dove avrebbe voluto fare il medico. Arrivano dalla Media Valle Elena Poli e Giulia Donati, diplomate al liceo linguistico, entusiaste di questa nuova avventura. Sperano di trovare presto un'occupazione Martina Giannini e Maddalena Meschi, due ventenni lucchesi che hanno terminato il corso e sono in attesa della tesi di laurea, mentre Igor Guazzelli, trent'anni di Antraccoli diplomato in agraria e già volontario della Croce Rossa ci riprova dopo un periodo di difficoltà. Ma quali sono le reali prospettive professionali e quanto potranno guadagnare al momento della loro assunzione? «L'alta qualità formativa offre svariate opportunità di lavoro - dice Rosa Mila Mazzotti, tutor pedagogico per il primo anno di corso -. I neolaureati che vengono inseriti nel mondo del lavoro con uno stipendio iniziale di 1.500/1.600 euro. Non è molto, ma in questi momenti di crisi è pur sempre una certezza che consente maggiore serenità».

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